Nelle case delle famiglie toscane con uno o più figli, in queste settimane, l’argomento che tiene banco è uno: i centri estivi per i bambini. Sono più di 600 mila le famiglie della nostra regione con bimbi tra i 3 ed i 13 anni che stanno valutando proprio a chi affidare i propri mentre le scuole sono chiuse e loro sono impegnati al lavoro. Tra queste, 60 mila – secondo una stima di Coldiretti Toscana – stanno guardando con grande interesse e curiosità alle colonie estive proposte dalle aziende agricole ed agrituristiche per i mesi di luglio, agosto e settembre. Una soluzione alternativa e green ai classici campus, a contatto con la natura e gli animali, il cui gradimento è in forte crescita tra mamme e papà sempre più preoccupati dalla dipendenza da smartphone e social sviluppata dai figli.
Le attività proposte dai centri estivi si svolgono tutte all’aria aperta. Tra più diffuse nelle fattorie didattiche e nei centri estivi ci sono i laboratori pratici dedicati per esempio alla trasformazione dei prodotti agricoli dalla pasta al formaggio. Oppure occasione di contatto diretto con gli animali: cavalli, asini, galline capre e conigli Poi escursioni nel bosco, gioco libero, altalene e tanto altro senza trascurare i compiti delle vacanze.
Pioniera delle fattorie didattiche in Toscana è l’Oasi Agrituristica di Baugiano a Quarrata, nel parco del Montalbano. Per l’azienda di Stefania Corrocher è la ventesima stagione di campus estivi. “Io stessa ero una bambina del campus con mia mamma Stefania che mi faceva da educatrice. Oggi gestisco le attività del campus insieme a lei. – racconta Serena Attucci, giovane imprenditrice agricola – I bambini che partecipano ai nostri programmi settimanali, dal lunedì al venerdì, dal mattino fino al tardo pomeriggio proprio per venire incontro alle esigenze dei genitori, sono protagonisti di tantissime attività: si prendono cura dell’orto e degli animali, partecipano a laboratori creativi, sviluppano un legame profondo con la natura ed imparano a collegare la loro alimentazione alla stagionalità delle produzioni”.
I centri estivi possono essere, come dimostra l’esperienza dell’Oasi di Fabio, Elena e Juri a Vicchio, in Mugello, vere palestre di inclusione. Uno spazio immerso nella natura, ricco di stimoli, dove socializzare e collaborare diventa più facile e naturale. Maria, Kiran e Romina sono alcune delle aiutanti speciali dell’Oasi che affiancano gli educatori professionali nelle tante attività che caratterizzano il programma del campus tra giugno e settembre. “All’Oasi non esistono barriere, di nessun tipo. – racconta Elena Barbugli – Il rapporto con i nostri educatori speciali aiuta loro a migliorare le capacità relazionali e a rafforzare la fiducia in sé stessi, ma aiuta anche i bambini che imparano a rispettare ed accogliere le differenze. È uno scambio reciproco che arricchisce tutti. La campagna diventa così un luogo dove inclusione, autonomia e relazione crescono insieme, giorno dopo giorno”.
In Garfagnana, a San Romano, il Borgo del Sole propone dal 2021 campus estivi con formula residenziale. I genitori accompagnano i figli il lunedì e tornano a prenderli il sabato.
“In questa settimana i bambini vivono e pernottano nel nostro agriturismo, mangiano ciò che contribuiscono a cucinare insieme e partecipano in prima persona alle attività aziendali. – racconta Alessia Balducci – Sono esperienze che li aiutano a diventare più autonomi e collaborativi. Tra le attività che proponiamo c’è anche il laboratorio di lavorazione della ceramica. A settembre avremo inoltre una settimana dedicata agli adolescenti tra i 13 ed i 17 anni”.
L’Agricampus di Greta Carlini a San Terenzo Bardine, a Fivizzano, in Lunigiana, nasce invece per rispondere ad una precisa esigenza manifestata dalle famiglie e dagli abitanti dei paesi vicini.
“In territori come il nostro le distanze dai principali servizi, penso alla scuola, sono a volte impegnative. – racconta – Così tre anni fa ci siamo organizzati per andare incontro alle famiglie. Incentriamo le attività cercando di valorizzare il territorio ed approfondire la conoscenza della sua storia. Andiamo alla scoperta delle risorse naturali che offre, come il percorso fluviale ed il bosco. Coltiviamo l’orto insieme e ci divertiamo a preparare pane e pasta: in questo modo parliamo di sana alimentazione e stagionalità ed insegniamo ai bambini a conoscere i prodotti, da dove vengono, come si coltivano e come si cucinano. I bambini tornano anche l’anno dopo e quello dopo ancora”.
“Grazie alla legge di orientamento voluta da Coldiretti, che quest’anno celebra 25 anni, tante aziende agricole hanno potuto aprirsi alla didattica e all’accoglienza di bambini e persone fragili, diventando, soprattutto nelle aree rurali, punti di riferimento per comunità e istituzioni. Tra i servizi sviluppati, e oggi in grande crescita, ci sono i campus estivi: vere e proprie colonie in campagna. – spiega Michela Nieri, responsabile Donne Coldiretti – Si tratta di un’attività connessa che consente alle imprese agricole di contare su una fonte di reddito aggiuntiva fondamentale, in particolare per le aziende montane e collinari, che devono affrontare costi più elevati e hanno minori opportunità rispetto a quelle di pianura”.