Indagati anche gli esponenti della proprietà

Firenze, “Cubo nero”: si allarga ancora l’inchiesta

Sono 12 gli avvisi di garanzia notificati

Firenze, “Cubo nero”: si allarga ancora l’inchiesta

L’inchiesta sul cosiddetto Cubo nero si allarga.

Non sono più dieci ma dodici le persone indagate dalla Procura di Firenze nell’indagine sul complesso edilizio sorto al posto dell’ex Teatro Comunale, e tra queste, per la prima volta, compaiono anche esponenti della proprietà.

Finora il fascicolo aveva riguardato soprattutto il versante amministrativo: dirigenti della Direzione urbanistica del Comune, in servizio anche all’epoca delle autorizzazioni, un funzionario della Soprintendenza e i componenti della Commissione paesaggio che tra il 2015 e il 2020 parteciparono all’iter dei pareri.

L’ingresso tra gli indagati di figure riconducibili alla proprietà (Hines) segna un passaggio nuovo, che allarga il perimetro dell’indagine oltre gli uffici pubblici e porta l’attenzione anche sulle scelte progettuali e realizzative.

I reati ipotizzati, a vario titolo, restano quelli già emersi nei giorni scorsi: falso, falso ideologico, abuso edilizio e violazione del Testo unico dei beni culturali e del paesaggio.

Il lavoro degli inquirenti si concentra sulla ricostruzione dell’intero procedimento amministrativo e sulla verifica della conformità tra quanto autorizzato e quanto effettivamente realizzato, con particolare attenzione ai volumi, ai materiali e al rispetto dei vincoli paesaggistici in un’area delicata come quella compresa nel perimetro Unesco.

Nei giorni scorsi tre indagati – due architetti della Commissione paesaggio e una dirigente dell’urbanistica – sono stati convocati in Procura e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Altri inviti a comparire erano stati notificati nelle settimane precedenti.

L’inchiesta resta in pieno svolgimento e non si esclude che il quadro possa evolvere con l’acquisizione di nuovi atti e documenti.

Il complesso ha suscitato polemiche per l’impatto sul paesaggio urbano e per le caratteristiche architettoniche ritenute da molti estranee al contesto storico circostante.

Ora il confronto si sposta sul terreno giudiziario, mentre la vicenda continua a riverberarsi anche nel dibattito politico cittadino.