Il Tribunale di Lucca ha condannato la Regione Toscana a risarcire i danni materiali a un automobilista che viaggiava sula via del Brentino, a Massarosa (Lu): era il 9 dicembre del 2021 quando all’improvviso dalle sterpaglie lungo il ciglio della strada è sbucato un cinghiale che ha tagliato la strada all’automobilista.
Inevitabile, come raccontato anche da un testimone oculare fermatosi per prestare i primi soccorsi, l’impatto tra auto e animale. Per questo, a distanza di circa tre anni dall’inizio dell’iter giudiziario, è arrivata la condanna al risarcimento danni da parte della Regione; ai danni materiali si aggiungono interessi e rivalutazione monetaria. Oltre alle spese legali, liquidate in 5mila euro, e al rimborso per il consulente tecnico di parte e le spese per la perizia d’ufficio.
Dopo la domanda di risarcimento danni alla Regione Toscana per la cifra di 10.465 euro, la Regione ha però rigettato la richiesta, dichiarandosi non responsabile dell’accaduto. La vicenda è arrivata di fronte al giudice del Tribunale di Lucca; anche in quella sede i legali difensori dell’Ente hanno respinto ogni addebito, attribuendo una sorta di corresponsabilità all’automobilista versiliese, contestando comunque anche la misura del danno.
La questione si è ribaltata dopo che la giudice Ilaria Chianca, applicando i più recenti orientamenti della Suprema Corte, con la sentenza dello scorso 26 marzo ha condannato la Regione Toscana al risarcimento integrale del danno.
La sentenza consolida l’orientamento della giurisprudenza in merito al risarcimento dei danni derivanti da animali selvatici, per i quali non si applica più la generica responsabilità per colpa, ma secondo cui la Regione risponde in via oggettiva, ai sensi dell’articolo 2052 del codice civile, dei danni cagionati dalla fauna selvatica protetta, salvo la prova del caso fortuito.
Fondamentale la testimonianza di un automobilista che si trovava proprio dietro l’auto della vittima del sinistro. E che ha riferito che il cinghiale era spuntato all’improvviso dalle sterpaglie presenti sulla carreggiata, non lasciando al conducente alcun margine di manovra.
Da notare che a pesare sul giudizio è stata anche l’assenza di cartellonistica idonea che avvertisse del possibile transito di animali selvatici; sulla via del Brentino al momento dell’impatto tali cartelli non c’erano, ma sono stati installati solo successivamente.
Tra l’altro quello del 9 dicembre 2021 non è stato un caso isolato: sulla Via del Brentino, nel corso degli anni precedenti, erano gìà capitati incidenti simili.