Il dark web non va mai in vacanza e colpisce i più fragili anche in Toscana: l’inchiesta aperta dalla procura dei minori di Firenze parte dalla Germania e arriva fino alla provincia di Grosseto: nell’indagine per istigazione al suicidio sono finiti due quindicenni grossetani compagni di scuola; uno di loro è stato già ascoltato dalla polizia postale.
Gli inquirenti sono arrivati a lui ripercorrendo il filo di un profilo utilizzato nel web per contattare adepti disposti a mettersi alla prova, a partecipare alle ’sfide’ per mostrare il proprio coraggio.
A finire nella trappola una ragazzina tedesca, minorenne, entrata in contatto con la ormai nota comunità ’764’ sigla che negli ultimi anni è emersa in diverse indagini internazionali riguardanti fenomeni di autolesionismo e condivisione di contenuti violenti. Da varie inchieste è emersa una rete di gruppi online che fa leva sulla fragilità emotiva delle persone attraverso meccanismi di pressione psicologica, paura, ricatto e progressiva sottomissione.
Alla vittima arrivavano richieste di farsi del male, di ferirsi fino a sanguinare. E così la minorenne avrebbe fatto, arrivando a inviare video e fotografie come prova, mostrando anche una scritta realizzata con il proprio sangue. Fortunatamente l’adolescente non ha portato a compimento la ’sfida’, ma è comunque finita in ospedale per le ferite . Un episodio che ha immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori specializzati nella sicurezza cibernetica.

Il quindicenne ascoltato ha ammesso di conoscere l’episodio, ma ha dichiarato di non essere lui l’ideatore, scaricando di fatto la responsabilità sull’amico e coetaneo: sarebbe lui la mente di tutto; quest’ultimo, non ancora ascoltato, avrebbe utilizzato il profilo dell’altro per nascondersi e non essere rintracciato. Il quindicenne interrogato avrebbe aggiunto anche che esistono altre immagini, che ritrarrebbero altri giovani, in uno scambio allucinante di ’sfide’.
Gli investigatori si stanno concentrando sulla piattaforma Roblox. Utilizzata ogni giorno da milioni di utenti in tutto il mondo, la piattaforma è generalmente considerata uno spazio di intrattenimento , gioco e socializzazione. Gli investigatori stanno cercando di capire se una tale piattaforma sia diventata un pericoloso strumento per adescare adolescenti: all’interno o attraverso strumenti collegati alla piattaforma, potrebbero essersi sviluppati contatti riconducibili a gruppi dediti alla diffusione di contenuti estremi e a dinamiche di manipolazione psicologica: non sono poche le inchieste a livello internazionale su gruppi criminali che utilizzano queste piattaforme.
Gli inquirenti sono alla ricerca di eventuale altro materiale che possa essere circolato nelle chat utilizzate dai due grossetani, o di altri soggetti che possono avere avuto legami con i due minorenni grossetani.
Per ora nel fascicolo di indagine ci sono soltanto i nomi dei due grossetani. Ma non è escluso che l’inchiesta possa allargarsi, magari anche ad altre comunità.