In centinaia hanno partecipato nella mattina di sabato 30 maggio a Firenze all’apertura del nuovo ponte sull’Arno, intitolato alle sorelline Caterina e Nadia Nencioni, uccise nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 nella strage mafiosa dei Georgofili. Una prima inaugurazione, con taglio del nastro a metà del ponte che va da via di Villamagna a lungarno Colombo, unendo Bellariva e Gavinana, poi la scopertura della targa commemorativa.

“Oggi è una grandissima giornata di festa, per tanti motivi – le parole del sindaco Sara Funaro -. Ci tenevamo a fare questo primo passaggio e sono molto felice che qui con noi ci siano i familiari delle sorelline Nencioni”. Un’intitolazione di un ponte che ha un duplice significato: “da una parte ricordare due bambine che rimangono nel cuore nella memoria di tutti i fiorentini, dall’altra parte come simbolo della strage dei Georgofili e della lotta contro la mafia“. Si tratta del primo ponte sull’Arno aperto dopo quasi 50 anni: “E’ un’opera strategica – ha detto Funaro – che migliorerà concretamente la mobilità e i collegamenti tra i quartieri. Da oggi ci sarà la possibilità di avere un’altra viabilità per le auto, per le biciclette e per i pedoni” I lavori saranno conclusi a ottobre, l’apertura attualmente riguarda due corsie su tre, una per senso di marcia e uno dei due percorsi pedonale-ciclabile, lato viadotto Marco Polo.

“È bellissimo vedere che nonostante le polemiche da social, poi ogni volta che si apre un’infrastruttura nuova c’è una risposta impressionante dei fiorentini”, le parole dell’assessore alla mobilità Andrea Giorgio che in riferimento alla marcata pendenza del ponte, criticata in un post sui social per le possibili difficoltà di chi va in bici o è costretto in carrozzina, risponde: “Questo è l’unico della città che rispetta la normativa idraulica recente, in caso di piena non ostruisce il fiume ma lo fa defluire. Siccome ci sono tutta una serie di altri attraversamenti anche vicini, il fatto che abbia una pendenza leggermente più marcata rispetto a quella prevista, è una cosa assolutamente normale, autorizzata e gestibile”.
Al taglio del nastro anche il presidente della Toscana Eugenio Giani che ha ringraziato Palazzo Vecchio che sta facendo “un grande lavoro” per dotare Firenze della tramvia, ricordando i 70 milioni messi dalla Regione per la linea che porta a Bagno a Ripoli.