Accusato da tre studentesse

Violenza sessuale, professore arrestato in classe

Rinviato a giudizio l’insegnante 60enne di un istituto superiore, ma lui dice che è tutto falso

Violenza sessuale, professore arrestato in classe

E’ accusato di violenza sessuale e molestie nei confronti di una studentessa all’epoca minorenne e molestie nei confronti di altre due ragazze, l’insegnante sessantenne residente nel Comprensorio del Cuoio che ieri, giovedì 4 giugno è stato rinviato a processo dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pisa. Al centro di tutto ci sono i presunti palpeggiamenti e approcci – anche in classe durante la lezione – che sarebbero avvenuti nel corso dell’anno scolastico 2021-22 in un istituto superiore del villaggio scolastico di Pontedera, dove il professore ormai prossimo alla pensione era in servizio.

L’indagine era scattata nel 2024, quando il professore era stato trasferito: solo in quel momento la studentessa ha trovato il coraggio di raccontare quanto si era tenuto dentro per molto tempo, senza mai uscire dalla cerchia di ragazzi a una insegnante di sostegno, che non appena sentito il racconto choc dell’adolescente – da cui è scaturita la denuncia – aveva subito avvertito la dirigente scolastica.

Del caso si è occupata la polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pisa; nei primi mesi del 2025 l’arresto dell’insegnante proprio mentre si trovava a scuola: è stato fermato dagli agenti del commissariato di Pontedera. Finito ai domiciliari, l’uomo era tornato in libertà l’estate stessa, dopo qualche mese, col divieto di insegnare fino al termine della vicenda giudiziaria in corso.

Sul caso sono state sentite in incidente probatorio e modalità protetta le tre studentesse che avrebbero subito le attenzioni inopportune del docente: non solo la ragazza da cui è partita la denuncia, all’epoca minorenne, ma anche le due compagne presunte vittime di molestie, che avrebbero confermato l’episodio più grave, quello nel quale l’insegnante avrebbe toccato l’amica nelle parti intime, in un momento in cui si trovava alla cattedra davanti a lui. Le compagne hanno anche descritto alcuni atteggiamenti disinvolti del docente, che non avrebbe avuto problemi nel parlare con loro di sesso. Nel corso delle indagini la Procura ha disposto accertamenti su due cellulari, chiavette e pc sequestrati a casa del professore.

Il sessantenne, difeso dall’avvocato Andrea Massaini, si è sempre professato e continua a professarsi innocente, respingendo le accuse che gli vengono addebitate e quanto raccontato dalle studentesse, due delle quali si sono costituite parti civili nel processo. Il professore si dichiara vittima di narrazioni false. Dimostrarlo è l’obiettivo con cui la difesa si presenterà al dibattimento nei prossimi mesi. Sarà necessario approfondire i meandri di una vicenda che conserva dei punti non ancora chiariti.