La Procura di Prato ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari il giudizio immediato per Riccardo Vannucchi, il sessantenne pratese arrestato a dicembre con l’accusa di aver abusato di una sua dipendente di 24 anni dopo averla stordita con la cosiddetta “droga dello stupro”. Drogata, spogliata e costretta a subire rapporti sessuali completi e palpeggiamenti nelle zone intime.
Non è la prima volta che Vannucchi viene rinchiuso nel carcere pratese: il 2 giugno del 2007 fu arrestato con le accuse di tentato omicidio, sequestro di persona, furto, ricettazione e uso di documenti falsi. Sette giorni prima aveva fatto sparire una giovane donna di Sesto Fiorentino, poi ritrovata in stato confusionale a Fucecchio. La donna, 26 anni, aveva messo un annuncio di ricerca lavoro sulla Pulce e lui le aveva dato appuntamento a un distributore di Sesto, dove si era presentato, vestito bene, al volante di un’Alfa 156 che aveva rubato il giorno prima al sindaco di Montale. Facendo finta di essere un manager di azienda, l’aveva portata in giro nella zona di Empoli promettendole di cercarle un’occupazione. Fermatosi in località Querce, a Fucecchio, aveva cercato di strangolarla con la sua cravatta. Non contento, l’aveva poi torturata usando dei cavi elettrici e infine legata a un albero, finché provvidenzialmente non è passato un contadino che l’ha fatto scappare. L’uomo è stato arrestato una settimana dopo a Colle Val d’Elsa.