Detenuto nel carcere di Sollicciano

Fiesole, tentato femminicidio: l’imputato sceglie il rito abbreviato

I legali del 45enne accusato di aver ridotto in fin di vita la moglie presentano una consulenza che ipotizza un vizio parziale di mente

Fiesole, tentato femminicidio: l’imputato sceglie il rito abbreviato

Ha scelto il rito abbreviato Yamen Badr, il 45enne di origine tunisina accusato del tentato omicidio della moglie Sofia, aggredita nell’agosto dello scorso anno nella loro abitazione di Montebeni, a Fiesole.

La donna, colpita ripetutamente con una roncola, ha riportato gravissime lesioni che l’hanno resa tetraplegica.

Nel corso dell’udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare, la difesa ha depositato una consulenza medico-legale che ipotizza un vizio parziale di mente dell’imputato al momento dei fatti. Sarà il tribunale a valutarne la rilevanza.

L’uomo, detenuto da quasi un anno a Sollicciano, è accusato di tentato omicidio aggravato e di maltrattamenti nei confronti della moglie.

Secondo l’accusa, l’aggressione sarebbe stata il culmine di una lunga serie di comportamenti violenti e vessatori.

Gli inquirenti ritengono inoltre che vi siano elementi compatibili con una premeditazione dell’attacco, anche alla luce delle minacce rivolte nei confronti della donna e dei suoi familiari nei giorni precedenti ai fatti