indagini in corso

Morto in cella a Prato, fatale overdose. Primi risultati sul corpo di Dennis Antonio Rodriguez Matute

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita di Matute, arrestato per il tentato omicidio, in concorso con un 17enne, ai danni di Iacopo Cerbai, accoltellato in piazza Mercatele a Prato lo scorso maggio.

Morto in cella a Prato, fatale overdose. Primi risultati sul corpo di Dennis Antonio Rodriguez Matute

Overdose. È questa l’ipotesi che emerge dai primi risultati dell’autopsia sul corpo di Dennis Antonio Rodriguez Matute, il 26enne originario dell’Honduras trovato morto mercoledì mattina nella sua cella del carcere della Dogaia, a Prato.

Un esito che, almeno allo stato attuale degli accertamenti, sembra escludere un legame tra la morte del giovane e le presunte violenze che aveva raccontato di aver subito durante l’arresto. Un episodio denunciato ai medici del carcere alcune settimane fa e sul quale la procura di Prato continua comunque a fare luce.
L’inchiesta, infatti, prosegue su più fronti.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita di Matute, arrestato per il tentato omicidio, in concorso con un 17enne, ai danni di Iacopo Cerbai, accoltellato in piazza Mercatele a Prato lo scorso maggio.

Parallelamente c’è il capitolo della droga. Rodriguez Matute aveva alle spalle problemi di tossicodipendenza e, pochi giorni prima di morire, aveva confidato al suo avvocato di voler restare lontano dagli stupefacenti durante la detenzione.

Adesso gli accertamenti puntano a capire come la sostanza sia riuscita a entrare in carcere, nonostante i controlli e le misure di sicurezza rafforzate negli ultimi mesi, tra cui le reti anti-lancio richieste dal procuratore Luca Tescaroli.

Resta aperto anche il filone sulle tempistiche delle segnalazioni. I medici della Dogaia avevano documentato una frattura alla mandibola e raccolto il racconto del detenuto sulle presunte violenze subite durante l’arresto.

Ma quella comunicazione, secondo quanto emerso, sarebbe arrivata in procura soltanto sedici giorni dopo. Un ritardo su cui sono in corso verifiche, mentre proseguono anche gli approfondimenti sul racconto del 26enne. Al momento non risultano contestazioni nei confronti degli agenti della questura.