Era recluso da pochi giorni

Lucca, suicidio nel carcere (sovraffollato). Giovane detenuto si impicca

Secondo il Sappe il giovane presentava forti manifestazioni di instabilità e grave disagio: "Una tragedia che si poteva evitare"

Lucca, suicidio nel carcere (sovraffollato). Giovane detenuto si impicca

Un altro suicidio nelle carcere toscane. L’ennesimo. Stavolta il teatro del gesto estremo è stato il penitenziario di Lucca.  gli agenti della Polizia Penitenziaria si sono accorti della situazione e hanno fatto scattare immediatamente i soccorsi per il 23nne originario del Bangladesh, ma ogni tentativo di salvarlo, però, si è però rivelato inutile.

Instabilità e disagio

Stando al Sappe, il detenuto, che era ancora in attesa di processo ed era recluso dal 2 luglio, presentava forti manifestazioni di instabilità e grave disagio, già emerse sin dall’udienza di convalida e proseguite con ripetuti episodi di aggressività nei confronti di altri ristretti e del personale.

Nonostante un recente ricovero ospedaliero, l’uomo era stato dimesso poiché non ritenuto clinicamente da trattare in ambito psichiatrico attivo – malgrado avesse aggredito un agente durante la degenza, causandogli una prognosi di sette giorni –, lasciando così la sua complessa gestione interamente a carico della struttura carceraria.

Il gesto estremo

Dopo l’ennesima accesa lite con il compagno di camera, si è reso necessario riunire uno staff straordinario composto da medico, psichiatra, educatrice e sorveglianza. Preso atto della forte aggressività del soggetto e per tutelare l’incolumità degli altri detenuti, è stata disposta la sua collocazione provvisoria in una cella singola.

Infine, l’uomo è stato rinvenuto dagli agenti del personale di Polizia Penitenziaria in servizio, esanime all’interno della propria cella: si sarebbe impiccato con delle lenzuola.

Il commento del Sappe

“Un dramma che si poteva evitare”, ha dichiarato  Francesco Oliviero, segretario regionale della Toscana del  Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, che ha espresso vicinanza ai colleghi coinvolti e ha puntato il dito sulle criticità del sistema. Con l’associazione Antigone, che anche negli ultimi periodi aveva evidenziato il forte problema del sovraffollamento nella struttura lucchese, indicandola tra quelle con un tasso superiore al 200%.