Piero Moriconi, il muratore 63enne che lo scorso 24 giugno a Camaiore ha ucciso con cinque colpi di fucile calibro 12 la moglie Kety Andreoni (51 anni)e il figlio Mirko (24 anni), ha nominato un nuovo legale.
La nuova nomina
A difenderlo sarà l’avocato viareggino Ernico Carboni. L’uomo era stato prima interrogato dalla pm Elena Leone, poi trasferito nel carcere San Giorgio di Lucca dove ancora oggi si trova: durante il primo interrogatorio aveva raccontato la propria versione dei fatti, mentre i fronte alla Gip aveva invece preferito restare in silenzio, assistito dall’allora legale d’ufficio Giacomo Fabbri: aveva però sempre manifestato l’intenzione di indicare un avvocato di fiducia che si è concretizzata nelle ultime ore.
Possibile, ora la nomina di consulenti psichiatrici o psicologici a sostegno della difesa: improbabile invece, almeno a breve, una richiesta di scarcerazione.
La conferma
Intercettto da Il Tirreno, il nuovo legale ha ribadito quanto sottolineato il comandante dei carabinieri che indagano, ovvero che la mancata accettazione dell’omosessualità del figlio Mirko «non rappresenta il movente del delitto. “Ancora siamo nella fase delle indagini preliminari, e anch’io – ha aggiunto – ho intenzione di svolgere indagini per raccogliere ulteriori elementi utili all’assistenza difensiva”.
Nessuna perizia psichiatrica
Non sembra invece all’orizzonte, almeno per il momento, la richiesta per una perizia psichiatrica che era stata ipotizzata dal precedente legale d’ufficio di Moriconi. Carboni ha preferito non sbilanciarsi neppure sulla possibilità di far cadere l’ipotesi della premeditazione. “Con il mio assistito – ha concluso il legale al quotidiano livornese – non abbiamo parlato approfonditamente di quello che è accaduto: avremo tempo, prima ritengo fondamentale conoscere il contesto familiare e amicale”.