DISAR-MARE

Un murale partecipativo per dire no a tutte le guerre, in 500 ci mettono la mano

Oltre 500 persone hanno preso parte all'opera di Exirt Enter, promosso da Iacopo Melio

Un murale partecipativo per dire no a tutte le guerre, in 500 ci mettono la mano

Un murale partecipativo per dire no a tutte le guerre e trasformare un muro in uno spazio di condivisione, pace e libertà. È DISAR-MARE, il progetto ideato dallo street artist Exit Enter e promosso dal consigliere regionale del Partito Democratico Iacopo Melio, realizzato sabato 26 luglio ai Bagni Liana di Rosignano Solvay. All’iniziativa hanno preso parte oltre 500 persone, che con disegni, parole e colori hanno contribuito a dare vita a un’opera collettiva contro ogni forma di violenza e di conflitto.

“Oltre 500 persone hanno letteralmente messo mano al muro esterno dei Bagni Liana di Rosignano Solvay per dire NO a ogni guerra. È stata un’emozione incredibile vedere soprattutto bambine e bambini lasciare un disegno o una scritta per esprimere il loro concetto di pace”, commenta Iacopo Melio, consigliere regionale del Partito Democratico e attivista per i diritti umani, sociali e civili.

“Oltre al bravissimo Exit Enter e ai suoi amici, che per tre giorni hanno lavorato insieme ai passanti, voglio ringraziare la famiglia Simoncini per averci coinvolti in questa bellissima iniziativa. DISAR-MARE non è soltanto un murale partecipativo, ma la dimostrazione concreta di come la libertà e la pace siano valori profondamente condivisi e di come l’arte possa diventare uno strumento capace di unire le persone – prosegue Melio –  Andate a vedere quest’opera e soffermatevi sui pensieri lasciati da chi ha partecipato: vi garantisco che è davvero commovente”.

“Questo è il mio primo murale nel paese dove sono cresciuto, il primo progetto realizzato insieme a Iacopo Melio ed è anche quello che ha coinvolto il maggior numero di persone – dichiara Exit Enter, artista originario di Rosignano Solvay e attivo a livello internazionale – Questa parete rappresenta per me una bellissima metafora di ciò che mi piacerebbe vedere nel mondo: persone diverse, di ogni età e che non si conoscono, capaci di incontrarsi e collaborare fianco a fianco per realizzare qualcosa di bello. Alcune sono tornate il giorno dopo con amici e familiari per indicare un punto del muro e dire con orgoglio: ‘Questo l’ho fatto io’. Forse il cambiamento nasce proprio così, un segno alla volta, come il nostro muro che, pennellata dopo pennellata, è diventato un’opera completa”.