Pesava circa 150 chili il cavallo sbranato dai lupi ad Arena Metato, nel comune di San Giuliano Terme. A ritrovare l’equino, sventrato dal collo fino a metà busto, è stato il proprietario del maneggio nelle prime ore della mattina di giovedì. Un episodio molto diverso dalle predazioni di pecore e agnelli, purtroppo frequenti, che coinvolgono animali di peso e costituzione ben diversi. Un elemento che, secondo Coldiretti Pisa, confermerebbe l’azione di un branco di lupi. Una presenza che in questa zona è ormai ben nota. A nulla, però, sono servite finora le numerose segnalazioni di cittadini, agricoltori e delle stesse istituzioni. Il branco continua a muoversi indisturbato nel territorio, avvicinandosi pericolosamente sempre più alle abitazioni, ai cassonetti e persino ai giardini delle case. L’immagine che segue, non adatta alle persone più sensibili, certifica l’accaduto.
“Questo branco va allontanato. E’ una convivenza diventata pericolosa per loro e per cittadini. – spiega Marco Pacini, Presidente Coldiretti Pisa – L’emergenza, come avevano previsto in assenza di interventi, si è spostata dalle campagne ai centri urbani. Ora è un tema di sicurezza pubblica. Le nostre proposte sono già sul tavolo del presidente Giani da mesi, dopo l’approvazione del Piano Faunistico Venatorio auspichiamo un’accelerazione sulle decisioni inderogabili”.

Il declassamento del lupo da specie “rigorosamente protetta” a “protetta” da parte dell’Unione Europea e dell’Italia, provvedimento fortemente sostenuto da Coldiretti, apre finalmente alla possibilità di intervenire laddove il conflitto con i grandi carnivori rappresenta un elemento di rischio evidente per l’attività agricola, in particolare per la pastorizia, settore gravemente danneggiato dalle predazioni, e la sicurezza pubblica. Da specie a rischio estinzione, oggi si contano in Europa 20 mila esemplari, in Italia – secondo l’ultimo censimento – sono almeno 3.300, 950 nelle regioni alpine e quasi 2.400 lungo il resto della penisola. L’impressione, a giudicare dalle segnalazioni soprattutto in Toscana, e che siano molti, molti di più. “ Quella del mondo agricolo non è mai stata una guerra contro il lupo e non lo sarà mai, nemmeno oggi ma è il momento di passata da una politica fondata quasi esclusivamente sugli indennizzi ad una gestione attiva della popolazione di lupi. – conclude Pacini – Abbiamo assistito in questi anni alla scomparsa di centinaia di stalle in molte zone rurali insieme alla sparizione di migliaia di capi. Va ristabilito l’equilibrio per salvare i nostri pastori ed il futuro delle nostre campagne dove predatori, ma anche cinghiali, sono una calamità per le aziende”.