Tragedia sul lavoro nel tratto fiorentino dell’A1. Nel pomeriggio di oggi (mercoledì 19 Agosto) un operaio che stava lavorando in un cantiere sul viadotto Goccioloni, nel tratto compreso tra Calenzano e Barberino di Mugello, è caduto da un’altezza di circa 14 metri ed è deceduto.
In un comunicato la Cgil fa sapere di aver “appreso con profondo dolore la notizia dell’infortunio mortale – afferma la segretaria della Fillea Firenze, Giulia Bartoli –. Secondo le prime informazioni che abbiamo raccolto, la vittima è di nuovo un lavoratore di origine straniera (in questo caso egiziana) di 39 anni, dipendente di un’azienda in subappalto, che stava lavorando su una pila del viadotto ed è caduto da un ponteggio per cause da chiarire». Il luogo dell’incidente sarebbe in prossimità della frazione calenzanese delle Croci.
«Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone colpite da questa morte sul lavoro – si legge nel comunicato del sindacato – ma insieme al dolore c’è una rabbia enorme: la mattanza continua, non è accettabile continuare a morire di lavoro»
“La sicurezza sul lavoro deve venire prima di tutto. Ogni giorno nei cantieri si continua a morire o a subire gravi infortuni, è una strage che non può essere accettata né considerata una tragica fatalità” dice Stefano Tesi, responsabile territoriale di Firenze della Filca-Cisl Toscana.
“La richiesta di più sicurezza in tutti i cantieri, pubblici e privati – continua Tesi – passa dal rispetto rigoroso delle norme sulla salute e sicurezza, dalla piena regolarità del lavoro e dei contratti, da maggiori controlli contro il lavoro nero e le irregolarità, il diritto di lavorare senza mettere a rischio la propria vita e più formazione per una vera cultura della sicurezza. Non è accettabile continuare a morire di lavoro. La sicurezza non è un costo ma un dovere e ogni vita persa rappresenta una ferita profonda per l’intera società.”