Dolore e silenzio

Squinzano si stringe per l’ultimo saluto a Lorena

L'omelia: "L'amore non è possesso, l'altro non ci appartiene"

Squinzano si stringe per l’ultimo saluto a Lorena

Un dolore straziante ai funerali di Lorena Isceri, 45 anni, la donna uccisa giovedì 3 settembre dall’ex Federico Vella sull’autostrada A1, all’altezza di Barberino di Mugello.  Il 36enne, che poco dopo si è suicidato gettandosi dallo stesso cavalcavia, le ha teso un agguato nel garage di casa in Via Panciatichi a Firenze, l’ha aggredita, legata e rinchiusa nel bagagliaio dell’auto, da dove Lorena era riuscita a dare l’allarme chiamando con il suo cellulare il 112; la difficoltà di localizzare l’auto in viaggio ha impedito alle forze dell’ordine di arrivare in tempo: Lorena era già stata gettata nel vuoto dall’ex compagno , che subito dopo ha inviato un messaggio alla madre di lei, per dirle che la figlia era morta.

Una tragedia immane, che ha scosso dal profondo l’Italia riproponendo con urgenza il tema della violenza sulle donne.

Le celebrazioni si sono tenute a Squinzano, in provincia di Lecce, paese natale di Lorena. All’arrivo del feretro un lungo momento di silenzio interrotto dal solo sottofondo delle campane.

 

I genitori di Lorena, distrutti dal dolore, accarezzano la bara bianca. La mamma Antonia non ha sempre tenuto in braccio, stretto vicino al cuore, il peluche da cui Lorena non si separava.
Trasfigurato dal dolore il padre Franco, che all’uscita dalla chiesa, la stessa dove Lorena era stata battezzata 45 anni fa, si adagia sulla bara e la bacia, l’accarezza, non la vuole lasciare più. Gli applausi si alternano a lunghi momenti di silenzio. Lacrime e rammarico, e un solo pensiero: Lorena poteva salvarsi? Poteva proteggersi da ciò che troppo spesso sembra gestibile, e invece, senza preavviso si trasforma in furia cieca e ineluttabile?

Nella chiesa Maria Regina le navate sono piene, così come il sagrato dove è stato allestito un maxischermo. “L’amore non è possesso, l’altro non ci appartiene”, ha detto il sacerdote nell’omelia.

Intanto continuano ad emergere dettagli sul femminicidio: Federico Vella, che diceva di avere trovato in Lorena l’incastro perfetto, era in cura da uno psichiatra da 15 anni.
Lo specialista, che ha voluto mantenere l’anonimato, ha detto di averlo visto l’ultima volta “la settimana scorsa” , pochi giorni prima che il 36enne mettesse in pratica quello che gli inquirenti ipotizzano un femminicidio pianificato; il medico ha detto di averlo trovato che “relativamente tranquillo” e che era tornato da lui per sfogarsi per la fine della relazione con Lorena; sembra che i rapporti tra i due si fossero incrinati quando lei aveva scoperto un presunto tradimento di lui. Secondo lo specialista , nonostante la riduzione delle visite, (negli ultimi due anni solo un paio), Vella “non era potenzialmente pericoloso o violento”. “Sono rimasto assolutamente sconvolto – ha aggiunto il medico – non me lo aspettavo minimamente”.