“Pochi giorni dopo l’omicidio si presentò a casa nostra con una busta piena di vestiti e un casco integrale nero, chiedendoci di farli sparire perché aveva partecipato a una rissa”.
È il racconto della testimone chiamata dalla difesa di uno degli imputati nel processo per la morte di Maati Moubakir, il diciassettenne di Certaldo ucciso all’alba del 29 dicembre 2024, dopo essere stato picchiato e accoltellato all’esterno di una discoteca di Campi Bisenzio.
Secondo la giovane, protagonista dell’episodio sarebbe il componente del gruppo che ha deciso di collaborare con gli investigatori.
La testimone ha aggiunto che il padre, dopo quella richiesta, lo avrebbe immediatamente allontanato dall’abitazione.
La ricostruzione non ha però convinto gli avvocati delle parti civili e il pubblico ministero Antonio Natale.

Secondo l’accusa, alcune contraddizioni emerse durante la deposizione potrebbero indicare il tentativo di screditare il collaboratore e favorire alcuni degli imputati, che in passato avrebbero frequentato l’abitazione della testimone ed erano amici di suo fratello.
Nel processo sono imputati per omicidio volontario aggravato Francesco Pratesi, Denis Mehmeti, Diego Voza, Denis Alexander Ekani Effa e Ismail Arouizi.
Le loro responsabilità dovranno essere accertate nel corso del dibattimento.
Durante la prima udienza successiva alla pausa estiva sono stati ascoltati anche alcuni carabinieri intervenuti sul luogo del delitto.
Tra le testimonianze quella del luogotenente Marco Tacconelli, che ha ricostruito nel dettaglio le fasi iniziali delle indagini.