Sono determinati a fare chiarezza i familiari di Andrea Neri, 64enne residente a Tegoleto (Arezzo) morto in ospedale il 22 settembre dopo un percorso sanitario iniziato con una colonscopia eseguita il 4 settembre al Centro Chirurgico Toscano.
La famiglia dell’uomo ha sporto denuncia presso i carabinieri; ora la magistratura dovrà ricostruire l’intera sequenza degli eventi.
Andrea Neri si era sottoposto alla colonscopia per un controllo, durante il quale sarebbe stato rimosso anche un polipo. Dopo l’esame le condizioni dell’uomo non avrebbero destato preoccupazione: dalla struttura sanitaria privata accreditata viene riferito che il decorso nella fase immediatamente successiva era stato regolare.
Il quadro cambia qualche ora dopo, durante la notte, quando l’uomo accusa dolori addominali, tanto da presentarsi la mattina successiva, il 5 settembre, al pronto soccorso dell’ospedale San Donato. Qui sono stati eseguiti alcuni accertamenti, compresa una Tac dell’addome: gli esami avrebbero evidenziato un quadro tale da rendere necessario il ricovero nel reparto di chirurgia, dove nei giorni successivi il paziente sarebbe stato sottoposto a un intervento chirurgico.
Tra le ipotesi al vaglio c’è la perforazione intestinale, una complicanza che può richiedere un trattamento chirurgico, ma su questo saranno gli accertamenti disposti della magistratura a chiarire origine e dinamica della lesione. Dopo l’intervento il quadro clinico sembrava essersi stabilizzato, ma il percorso ospedaliero non si sarebbe concluso con quell’intervento: dopo circa due settimane, il 21 settembre, il 64enne sarebbe tornato nuovamente in ospedale per un controllo. Le sue condizioni sarebbero però improvvisamente peggiorate e sarebbe stato necessario un nuovo ricovero d’urgenza, fino al decesso, avvenuto la mattina del 22.
Tra le ipotesi possibili una grave infezione, fino a un possibile quadro settico, che avrebbe portato al decesso. Tuttavia è ancora presto per trarre conclusioni, anche questo scenario dovrà essere verificato dagli esami medico-legali e non può essere considerato una causa accertata della morte.
Per questo la procura ha disposto il sequestro della documentazione sanitaria e ha affidato agli specialisti gli accertamenti necessari, compresa l’autopsia.
Sarà l’inchiesta della magistratura, insieme agli accertamenti medico legali, a stabilire che cosa sia accaduto e soprattutto se esista un rapporto tra l’esame, le successive complicazioni e il decesso. Al momento non ci sono conclusioni definitive sulle cause della morte né è possibile stabilire se una eventuale perforazione intestinale sia stata provocata durante la procedura.
Anche l’Asl Toscana sud-est ha avviato una verifica interna per ricostruire i diversi passaggi assistenziali che hanno riguardato il paziente durante il suo percorso all’ospedale San Donato.