E’ rientrata intorno alle 5 di stamani, dopo l’intervento dei mediatori della polizia penitenziaria andato avanti per ore, la protesta dei detenuti scoppiata ieri nel secondo reparto della sezione giudiziaria del carcere di Pisa.
La rivolta ieri sarebbe partita, secondo le prime informazioni, dopo che alcuni reclusi avrebbero scoperto nelle celle alcune “cimici” collocate a fini investigativi.
Quattro arresti
In tutto sono state arrestate quattro persone ritenute responsabili di aver incitato la rivolta. C’è stata anche una diretta Tit Tok dall’interno del carcere su quanto stava accadendo grazie a un cellulare nella disponibilità dei detenuti.
La reazione dei sindacati di Polizia Penitenziaria
“Mentre a Napoli Secondigliano si magnificano i risultati ottenuti con l’impiego di jammer che impedirebbero l’utilizzo fraudolento di telefonia cellulare, a Pisa si consumano tumulti in diretta TikTok, paradosso evidente di un sistema penitenziario da riformare profondamente al di là degli slogan”, è intervenuto Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia Penitenziaria. “A Pisa oltre 300 reclusi sono stipati in soli 185 posti (+64%), mentre risultano assegnati appena 185 agenti, quando ne servirebbero almeno 347 (-46%), situazione che è a dir poco precaria in condizioni normali, figurarsi quando si innescano disordini diffusi. La polizia penitenziaria con professionalità, sacrificio e senso del dovere, pure con rinforzi inviati da altre sedi della regione e operatori richiamati in servizio, ha contenuto le criticità, ma è evidente che il sistema carcerario nel suo complesso non regga l’urto di 20mila detenuti in esubero (circa 66mila a fronte di poco più di 46.300 posti disponibili) e, per converso, di almeno 20mila agenti mancanti al fabbisogno operativo della polizia penitenziaria”, aggiunge il rappresentante sindacale.