"Il fatto non sussiste"

Covid, “maxi-forniture” di mascherine: assolti con formula piena i due imprenditori indagati

Cade ogni addebito sulla qualità dei dispositivi e sulla filiera produttiva

Covid, “maxi-forniture” di mascherine: assolti con formula piena i due imprenditori indagati

Si chiude con l’assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste” uno dei filoni giudiziari più clamorosi nati durante la prima fase dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Il

Tribunale ha prosciolto da ogni accusa di truffa e frode nelle pubbliche forniture gli imprenditori fiorentini Gabriele Papini e Samuele Vignolini, titolari rispettivamente della Paimex di Cerreto Guidi e della Vignolplast di Lastra a Signa.

Prosciolte da ogni illecito amministrativo anche le due aziende.

L’operazione della Guardia di Finanza, scattata nel 2020 e poi approdata per competenza anche alla Procura di Prato, aveva portato al sequestro di milioni di mascherine chirurgiche destinate alla Protezione Civile e ad Estar.

Secondo le contestazioni iniziali della Procura i dispositivi forniti avrebbero difettato dei requisiti di filtrazione batterica previsti per legge, mentre la produzione sarebbe stata affidata in subappalto non autorizzato a laboratori cinesi.

L’istruttoria dibattimentale ha tuttavia smontato il quadro accusatorio, dimostrando la piena conformità dei dispositivi e la regolarità delle procedure produttive, tanto da spingere la stessa pubblico ministero, Ornella Galeotti, a richiedere l’assoluzione degli imputati.