Tra enigmi da risolvere e sfide da superare

Firenze, il Museo Galileo entra in Fortnite

Presentato “Galileo Legacy”, un viaggio interattivo tra scienza e gioco

Firenze, il Museo Galileo entra in Fortnite

Esplorare mondi dedicati all’astronomia, alla gravità, agli esperimenti e alla misurazione del tempo, risolvere enigmi ispirati agli strumenti scientifici conservati nelle collezioni e sperimentare in prima persona alcuni dei principi che hanno segnato la storia della scienza. È “Galileo Legacy”, la nuova isola Fortnite creata dal Museo Galileo di Firenze in collaborazione con l’agenzia Dot Beyond, presentata oggi, martedì 13 ottobre, nella sede del Museo in Piazza dei Giudici. Per accedere a Galileo Legacy è sufficiente un accesso gratuito a Fortnite. Una volta avviato il gioco da PC o console, è possibile cercare “Galileo Legacy” e accedere direttamente all’isola.

Il progetto, finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR, nasce dalla volontà di sperimentare nuove modalità per avvicinare i più giovani alla storia della scienza e al patrimonio del Museo, favorendo l’apprendimento tramite il divertimento. Il videogioco diventa così uno strumento di conoscenza: non una semplice trasposizione digitale delle collezioni, ma un ambiente nel quale osservazione, sperimentazione, intuizione e capacità di risolvere problemi sono parte integrante dell’esperienza. Ogni sfida prende infatti spunto da uno strumento conservato nelle sale del Museo e permette di entrare in contatto con concetti scientifici attraverso il gioco e l’interazione.

Una dimensione ludica che si intreccia a quella didattica e che consente di affrontare contenuti diversi – dalla fisica all’astronomia, dallo studio del tempo alla matematica – attraverso enigmi e prove da superare. L’esperienza è stata pensata anche per essere utilizzata dalle scuole: la guida dedicata ai docenti propone attività da svolgere in classe, anche attraverso la LIM e con sfide a squadre, oppure individualmente a casa, per poi riportare in aula osservazioni e approfondimenti sugli strumenti incontrati durante il gioco. L’obiettivo è anche quello di creare un ponte tra l’esperienza digitale e quella museale. La Sfera Armillare, il Notturnale, l’Astrolabio e gli altri strumenti che i ragazzi incontrano durante il percorso virtuale rimandano infatti alle collezioni del Museo Galileo, dove la scoperta può continuare attraverso gli oggetti originali e la loro storia.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti Roberto Ferrari, Direttore Esecutivo del Museo Galileo; Luca Mercuri, del Ministero della Cultura; Giovanni Bettarini, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze; Riccardo De Angelis, sviluppatore di Dot Beyond e Pietro Polsinelli, Direttore di Open Lab. Nel corso dell’incontro è stata inoltre proiettata una sessione di gioco in diretta, per mostrare concretamente al pubblico le modalità di esplorazione dell’isola e alcune delle dinamiche sviluppate per “Galileo Legacy”.

Ha dichiarato Roberto Ferrari, direttore esecutivo di Museo Galileo: “Siamo molto curiosi di sperimentare una nuova forma di interazione con un pubblico giovane e internazionale, che speriamo di accogliere presto a Palazzo Castellani”.

Entrando più nel dettaglio, il cuore dell’isola è la Sala dei Sigilli, l’ambiente centrale dal quale si accede a quattro differenti Ali: Astronomia, Esperimenti, Gravità e Tempo. Ciascuna costituisce un percorso autonomo, con una propria ambientazione e specifici enigmi, e può essere affrontata in qualsiasi ordine. Completando ogni Ala il giocatore conquista un Sigillo: raccoglierli tutti e quattro permette di arrivare alla conclusione dell’avventura e di sciogliere il mistero che accompagna l’intera esperienza.

Nell’Ala dell’Astronomia il giocatore scopre i modelli cosmologici dell’antichità e deve orientarsi utilizzando bussola, mappa e coordinate, fino ad attraversare una grande Sfera Armillare in movimento. Il gioco permette così di mettere in relazione orientamento, geografia, fisica e storia della scienza.

Nell’Ala degli Esperimenti i giocatori assumono invece il ruolo di ricercatori: seguono una procedura al Banco Chimico per preparare un inchiostro e devono successivamente decifrare un messaggio nascosto utilizzando un Cifrario storico, facendo dialogare sperimentazione, matematica, storia e linguaggio.

L’Ala della Gravità porta dentro le scoperte di Galileo sul moto dei corpi, attraverso prove costruite intorno ai concetti di accelerazione, inerzia e gravità, compreso il famoso Esperimento dei Gravi.

Nell’Ala del Tempo, infine, il giocatore raggiunge un grande Notturnale e, individuando la Stella Polare e l’Orsa Maggiore, deve riuscire a determinare l’ora, esplorando così il rapporto tra osservazione astronomica e misurazione del tempo.

Gli strumenti scientifici non costituiscono dunque soltanto lo scenario del gioco, ma ne determinano le meccaniche. Telescopi, astrolabi, sfere armillari, microscopi e altri oggetti delle collezioni sono stati riprodotti a partire dai modelli 3D del patrimonio digitalizzato, cercando di mantenere nelle dinamiche di gioco un rapporto con la loro funzione originaria.