Sos piccoli borghi

“A Roccatederighi la posta arriva una volta al mese”

La protesta in una lettera aperta che Roberto Pericci, presidente del Consorzio stradale Le Cerbaie, ha scritto a Poste Italiane

“A Roccatederighi la posta arriva una volta al mese”
C’è una piccola frazione del comune di Roccastrada (Grosseto), dove la posta “arriva una volta al mese dal 2025”. Siamo a Roccatederighi, incantevole borgo della Maremma che nasconde un malumore da parte dei residenti (94 in totale). Tra di loro – si legge in una lettera inviata (in forma elettronica, ovviamente) agli organi di stampa – c’è un cittadino svizzero che “ha perso quattro volte le schede per votare nel suo Paese”. Ci sarebbe anche una  signora anziana a cui “hanno staccato luce e gas per bollette mai ricevute, se n’è accorta solo quando le utenze erano già staccate” ed un Carabinieri della zona che “stanco di aspettare mesi la patente rinnovata, è dovuto andare a recuperarsela di persona all’ufficio postale”.
A segnalare il disservizio è Roberto Pericci, il Presidente del Consorzio Stradale “Le Cerbaie” – ente pubblico gestito da volontari – che “non ha incassato 3.700 euro di quote perché i bollettini non sono arrivati”. Nella mail Pericci allega anche il botta e risposta via pec con il servizio clienti di Poste: l’azienda risponde che “alle verifiche effettuate presso il centro di recapito competente, è emerso che le caratteristiche del territorio (località, poderi e abitazioni sparse) e l’indicazione di indirizzi incompleti sulla corrispondenza (come ad esempio la mancanza del numero civico), rendono difficoltosa l’attività di individuazione del punto di recapito. Le comunichiamo inoltre che – prosegue la mail di risposta – nel periodo aprile-luglio 2026, si sono effettivamente verificati alcuni temporanei rallentamenti nella consegna della corrispondenza. Scusandoci per il disagio arrecato, la informiamo che sono state intraprese tutte le opportune azioni correttive per la risoluzione della criticità segnalata ed attualmente il servizio di recapito risulta regolare”.
Il fatto che Poste definisca il servizio “regolare” non va giù a Pericci, il quale attacca: “Poste Italiane incassa dallo Stato 262 milioni l’anno proprio per garantire il servizio nelle zone come la nostra. Alla protesta ha risposto che “il servizio risulta regolare”, mentre aspettavamo la posta da settimane. I poderi in Maremma esistono da sempre – prosegue il Presidente del Consorzio – gli indirizzi sono sempre quelli e per anni la posta è stata consegnata regolarmente. Abbiamo dovuto depositare una denuncia ai Carabinieri e la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo. Ma questa storia deve essere pubblica – conclude Pericci – perché non riguarda solo una strada di campagna in Maremma. Il servizio postale che paghiamo con i nostri soldi deve valere per tutti e non soltanto per chi abita dove è comodo arrivare”.
Il messaggio stavolta è arrivato a destinazione?