Il Governo punta sul Biotecnopolo di Siena per rafforzare la ricerca italiana e la capacità di proteggere la salute dalle minacce biologiche, con l’obiettivo di rendere l’Italia protagonista nelle grandi sfide sanitarie internazionali, a partire dal contrasto all’antimicrobicoresistenza. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito il sostegno alla Fondazione nel suo intervento all’evento “Biotecnologie per la sicurezza nazionale”, che ha riunito a Siena istituzioni, comunità scientifica e industria. La giornata ha posto al centro il ruolo del Biotecnopolo come hub della ricerca capace di collegare le eccellenze italiane e favorire lo sviluppo di nuove soluzioni per la prevenzione e la cura. Una prospettiva sostenuta dal confronto con il presidente di Leonardo Francesco Macrì, che ha valorizzato le opportunità della collaborazione tra competenze scientifiche, infrastrutture tecnologiche e capacità industriali.
“In questo quadro si colloca il sostegno del Governo alla Fondazione Biotecnopolo di Siena. Una scelta strategica che guarda al rafforzamento delle capacità nazionali nel campo delle biotecnologie e nel contrasto alle malattie infettive”, ha dichiarato Schillaci. Un investimento che assume particolare rilievo nello scenario internazionale, segnato da conflitti, minacce ibride e competizione sulle tecnologie. “La sicurezza sanitaria è parte integrante della sicurezza nazionale”, ha sottolineato il Ministro. La capacità di riconoscere un rischio biologico e sviluppare strumenti di contrasto richiede preparazione, infrastrutture e continuità degli investimenti. La ricerca diventa così una componente essenziale della protezione dei cittadini e della stabilità economica e sociale Il sostegno al Biotecnopolo si inserisce in questa visione. La tradizione scientifica senese, le competenze presenti sul territorio e le collaborazioni nazionali e internazionali offrono una base sulla quale rafforzare il contributo italiano alle scienze della vita. L’obiettivo è rendere più solido il percorso che conduce dalla scoperta scientifica alla disponibilità di nuove soluzioni per la salute.
Schillaci ha espresso un riconoscimento specifico alla rete che si sta consolidando attorno alla Fondazione. “Osservo con particolare piacere che questa collaborazione sta prendendo forma anche qui a Siena, attraverso una vera rete delle eccellenze italiane”, ha affermato. “Gli accordi già operativi del Biotecnopolo con l’Istituto Superiore di Sanità e con le numerose realtà di eccellenza presenti oggi testimoniano la volontà di dare concretezza a questo percorso”. Il Ministro ha valorizzato una collaborazione che nasce dall’iniziativa delle istituzioni scientifiche e dalla condivisione di competenze e progetti. “Conferma che siamo sulla strada giusta per rafforzare il patrimonio scientifico nazionale e tradurlo in nuove capacità al servizio della salute e della sicurezza dei cittadini”.
Il ruolo del Biotecnopolo come hub nazionale della ricerca è stato al centro del contributo del direttore generale Gianluca Polifrone. Il suo intervento ha approfondito il valore di un raccordo stabile tra istituzioni scientifiche, strutture cliniche e imprese, per accompagnare le scoperte verso nuove applicazioni e rafforzare le capacità italiane di prevenzione e risposta alle minacce biologiche. In questa prospettiva, gli accordi e le collaborazioni della Fondazione rappresentano una base concreta per condividere competenze, sviluppare progetti comuni e attrarre investimenti nelle scienze della vita.
Il rapporto tra ricerca pubblica, sorveglianza e attività clinica è stato approfondito nel confronto con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e il Policlinico Gemelli. Il dialogo ha affrontato il valore di una collaborazione stabile tra istituzioni con competenze complementari, dalla conoscenza dei rischi allo sviluppo di strumenti di prevenzione e trattamento. Un’attenzione particolare è stata dedicata all’antimicrobicoresistenza. Schillaci ha ricordato l’impegno promosso durante la presidenza italiana del G7 del 2024, che ha posto il contrasto alla resistenza antimicrobica tra i temi prioritari dell’agenda della salute. Una scelta fondata sulla necessità di una risposta condivisa, attraverso prevenzione, ricerca e cooperazione internazionale.
La ricerca su nuovi strumenti di prevenzione e cura, anche attraverso vaccini e anticorpi monoclonali, si affianca alla diagnostica e all’uso appropriato degli antimicrobici. È una prospettiva che riconosce il legame tra salute umana, salute animale e ambiente, secondo l’approccio One Health, e valorizza il contributo delle diverse discipline alla sicurezza delle cure. Le opportunità offerte dall’incontro tra ricerca e tecnologia sono state al centro dell’intervento del presidente di Leonardo Francesco Macrì. Il rapporto con il Biotecnopolo è stato indicato come un ambito di collaborazione nel quale competenze diverse possono concorrere a obiettivi di interesse nazionale. “Il rapporto con il Biotecnopolo va letto in questa prospettiva: un quadro di collaborazione tra competenze complementari. Significa creare le condizioni perché ricerca scientifica e capacità tecnologiche possano dialogare su temi strategici per il Paese”, ha affermato Macrì.
Il presidente di Leonardo ha sottolineato il valore del contributo industriale e delle politiche pubbliche di lungo periodo. “Le grandi imprese possono svolgere una funzione di connessione: mettere a disposizione infrastrutture, competenze ingegneristiche, capacità di industrializzazione, standard di sicurezza e accesso a ecosistemi internazionali. Il pubblico, da parte sua, può contribuire a definire priorità di lungo periodo e creare condizioni stabili per investimenti che spesso richiedono anni”. Una visione che riconosce nella collaborazione tra istituzioni, università, centri di ricerca e industria una leva per lo sviluppo delle capacità italiane. In questo quadro, il Biotecnopolo offre un terreno di incontro tra ricerca biomedica e tecnologie avanzate, con prospettive che riguardano la salute e la sicurezza nazionale.
Macrì ha ricordato anche le dimensioni dell’impegno del gruppo: “Leonardo nel 2025 ha investito circa 3 miliardi di euro in ricerca, sviluppo, con circa 17 mila persone dedicate e oltre 120 collaborazioni con università e centri di ricerca”. Il confronto ha approfondito il contributo del supercalcolo e dell’intelligenza artificiale alla ricerca scientifica. La disponibilità di infrastrutture avanzate può ampliare le possibilità di analisi e sostenere lo studio di fenomeni biologici complessi. La protezione delle reti e delle banche dati costituisce una condizione essenziale per sviluppare queste opportunità e tutelare il patrimonio di conoscenze. Il rapporto tra ricerca e sviluppo industriale è stato affrontato anche con Dompé, Chiesi, Menarini, GSK e VisMederi, insieme al direttore generale del Biotecnopolo Gianluca Polifrone e al presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato Massimo Garavaglia. Il confronto ha riguardato le condizioni necessarie per accompagnare le scoperte verso l’applicazione clinica, attrarre investimenti e consolidare le filiere italiane delle scienze della vita. La possibilità di sviluppare in Italia il valore della ricerca rappresenta un obiettivo sanitario, scientifico ed economico. Il collegamento tra laboratori e imprese può dare continuità all’innovazione e rafforzare la disponibilità di competenze, tecnologie e capacità produttive. In questa prospettiva, il Biotecnopolo contribuisce al raccordo tra ricerca pubblica e sviluppo industriale.
La relazione di Alberto Mantovani ha portato nel confronto le prospettive della ricerca biomedica e dell’immunologia. La giornata ha compreso gli interventi del presidente della Fondazione Marco Montorsi e del presidente della Commissione Salute del Senato Franco Zaffini, nel quadro di una riflessione sul valore delle scienze della vita e sulle responsabilità delle istituzioni nel sostenerne lo sviluppo. Il direttore scientifico della Fondazione Rino Rappuoli ha approfondito la dimensione internazionale del lavoro del Biotecnopolo, anche attraverso l’esperienza dello European Vaccines Hub. Le collaborazioni europee rappresentano un’opportunità per condividere competenze, rafforzare le infrastrutture e sviluppare strumenti contro le minacce infettive. Gli interventi di Stefano Merler e Andrea Malizia hanno affrontato il rapporto tra dati, analisi degli scenari e capacità di risposta. La conoscenza dei rischi e la possibilità di interpretarne l’evoluzione costituiscono una base essenziale per orientare le decisioni e rendere più efficace la preparazione dei sistemi sanitari.
La formazione dei giovani ricercatori ha rappresentato un altro tema della giornata. Il sostegno della Fondazione a tre cicli del Dottorato Nazionale si inserisce nell’impegno per dare continuità alle competenze e offrire opportunità di crescita nelle scienze della vita. Un investimento sulla capacità dell’Italia di valorizzare i propri talenti e rendere più attrattivo il sistema della ricerca. “Una buona ricerca diventa una capacità strategica quando trova le condizioni per essere sviluppata e utilizzata”, ha ricordato Schillaci. Il confronto di Siena ha posto al centro proprio queste condizioni: una rete scientifica solida, il sostegno delle istituzioni e la collaborazione con l’industria, con il Biotecnopolo come hub al servizio della salute e della sicurezza nazionale.