Martedì l'autopsia

Morto nel cantiere Tav, la trave non sarebbe caduta dall’alto

Ancora senza nomi il fascicolo aperto dalla Procura per omicidio colposo

Morto nel cantiere Tav, la trave non sarebbe caduta dall’alto

La trave che ha schiacciato e ucciso Abourabil Ayoub, gruista di appena 31 anni, non sarebbe caduta dall’alto, ma sarebbe scivolata lateralmente: è solo una prima ipotesi avanzata dagli investigatori che devono fare chiarezza sulla tragedia di giovedì 15 ottobre nel cantiere dell’Alta velocità all’altezza di via Circondaria a Firenze, dove sorgerà la stazione Foster.

Sarà importante anche chiarire il motivo per cui l’operaio si trovava sul cassone rimorchio del camion, e se la squadra di lavoratori impiegata in quelle operazioni fosse stata adeguatamente formata. L’incidente sarebbe avvenuto dopo che la trave era già stata posata sul cassone.

Da una prima ricostruzione, il 31enne stava spostando, con l’aiuto di una gru, alcune travi dal tunnel della stazione su un camion per portarle via dal cantiere che doveva essere spostato per fare spazio alla talpa in avvicinamento. Forse il blocco di ferro si è incastrato e l’operaio è sceso a controllare di persona: in quella circostanza l’enorme longarina di ferro potrebbe essersi mossa schiacciando col suo peso di diverse tonnellate il torace e il cranio non lasciandogli scampo.

Originario del Marocco, regolare e con un figlio, Abourabil viveva a Firenze da molti anni e in passato aveva lavorato in altri cantieri edili, fra cui quelli al Social hub. Operaio specializzato, conosciuto come un esperto gruista, era dipendente del Consorzio Florentina e iscritto alla Cisl da un paio d’anni.

Il fascicolo aperto dalla Procura per omicidio colposo è ancora senza nomi. Il pubblico ministero ha delegato una lunga serie di verifiche alla polizia e al personale della Asl specializzato in tema di infortuni sul lavoro: l’obiettivo è chiarire se ci siano state falle nelle misure di sicurezza Al momento dell’incidente c’erano altri due operai, fra l’altro familiari della vittima, e l’autista del camion che, però, non avrebbe visto la scena.

In assenza di immagini di telecamere, le indagini si stanno concentrando sul racconto dei testimoni e sui primi rilievi, ma sarà anche l’autopsia , fissata per martedì, a dare elementi utili per individuare i nomi dei primi indagati per l’ennesima morte sul lavoro: una tragedia senza fiori o cartelli, avvolta da un silenzio che esprime rabbia e senso di impotenza. Lunedì ci sarà un presidio dei sindacati, che ancora una volta tornano a chiedere investimenti e misure concrete contro la piaga delle morti bianche.