“Chiediamo che sia fatta chiarezza”. “Non è più tollerabile che si continui a morire lavorando”. “La sicurezza deve essere una priorità assoluta” sono frasi ricorrenti quelle pronunciate dai sindacati confederali davanti al cantiere dell’alta velocità di Firenze, in via Circondaria, dove è in corso il sit-in in occasionane dell’ora di sciopero provinciale del settore edile (tra le 11 e le 12), proclamata proprio da Cgil, Cisl e Uil, a seguito della morte di Abouril Ayoub, il gruista di origine marocchina, 31 anni, schiacciato da una trave nella giornata di giovedì 15 Ottobre. Il medico legale ha constatato la morte per trauma cranico e toracico dell’operaio regolarmente assunto da tempo dal Consorzio Florentia, padre di un bambino.
Dai cancelli di quel cantiere la Cgil ribadisce: “la sicurezza non deve essere un costo da comprimere o un ostacolo ai tempi di realizzazione delle opere”. Frasi che diventano quasi un mantra, purtroppo, quando si parla di morti bianche: una “strage silenziosa” la definiscono, che tocca anche i grandi cantieri. Non lontano da qui è ancora forte il drammatico ricordo di quanto accaduto al cantiere del supermercato di via Mariti nel Febbraio 2024, provocando in quel caso la morte di 5 persone impiegate nella costruzione. I rappresentanti dei lavoratori non dimenticano: “E’ il momento di fermare questa strage. Servono interventi concreti, controlli rigorosi e condizioni di lavoro che mettano al centro la vita e la salute delle persone. Di lavoro si deve vivere, non morire” dice Giulia Bortali, Segretaria della Fillea Cgil che parla dell’ennesimo “operaicidio”.
Intanto per l’ultimo caso in ordine di tempo la Procura, che aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, ha ordinato l’autopsia sul corpo di Ayoub che sarà effettuata il 20 Ottobre.