L'allarme di Coldiretti

Dal fofovoltaico ai data center, le minacce per gli agricoltori

L'accelerazione del consumo di suolo sui terreni agricoli

Dal fofovoltaico ai data center, le minacce per gli agricoltori

Avanza il fotovoltaico nelle campagne toscane dove gli agricoltori ora temono di dover affrontare l’arrivo dei colossi dell’intelligenza artificiale con i loro data center. Nel 2025 gli impianti per la produzione di energia rinnovabile hanno occupato 41 dei quasi 500 ettari di suolo consumati nella regione. Pari all’8,2% del totale. A rivelarlo è Coldiretti Toscana secondo cui sono stati consumati mediamente ogni giorno 1,37 ettari di terreni tra nuove costruzioni, strade e cantieri. Un’accelerazione che spinge la principale organizzazione agricola a chiedere alla Regione Toscana di cogliere l’occasione ancora aperta della discussione sulla legge regionale sulle aree idonee e non idonee all’installazione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile, per allargare il perimetro e affrontare anche il tema dei data center. Una problematica che altre regioni stanno provando a gestire prima di esserne travolte.

“Non possiamo ignorare quello che sta accadendo intorno a noi. La presenza di queste infrastrutture collegate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha un impatto sul territorio, sui consumi energetici, sull’utilizzo delle risorse idriche e del suolo che non può essere trascurato. – spiega la presidente regionale di Coldiretti, Letizia Cesani – L’innovazione deve procedere con equilibrio nel rispetto del territorio, dell’ambiente e delle comunità. Non siamo contrari agli investimenti né allo sviluppo tecnologico. Ma in Toscana, come in molte regioni del nostro Paese, abbiamo già visto cosa accade quando non ci sono cornici chiare, regole e confini ben definiti. E’ il caos e c’è sempre qualcuno pronto ad approfittarsene. La situazione di limbo legislativo in cui stiamo navigando, insieme alla fragilità economica dei nostri agricoltori, rischia di essere letta come un’opportunità per le multinazionali e l’industria della tecnologia che potrebbero approfittarne. E’ quello che è successo con il fotovoltaico a terra. La fase di esame, in cui si trova ora la legge sulle aree idonee, nei confronti della quale abbiamo presentato le nostre osservazioni, è una chance per allargare il perimetro di discussione anche a futuri progetti e richieste per realizzare nella nostra regione queste infrastrutture. Essere cosi nelle condizioni di gestire e non subire evitando che le campagne diventino la soluzione più semplice e più economica per soddisfare le esigenze localizzative delle grandi multinazionali tecnologiche. La terra è un elemento insostituibile per la produzione di cibo di qualità e per la nostra sicurezza alimentare.”

La posizione di Coldiretti Toscana sulla legge sulle aree idonee, lo strumento normativo che dovrà definire le aree dove gli impianti fotovoltaici a terra potranno essere installati, è sempre stata molto trasparente come l’organizzazione ha avuto modo di ribadire nuovamente durante l’incontro alcuni giorni fa tra l’assessore regionale all’agricoltura, Leonardo Marras e le imprese agricole dell’area fiorentina. “L’impostazione dell’attuale disegno di legge oggi in discussione è molto distante dall’impianto della precedente proposta. – spiega ancora la presidente Cesani – La Toscana ha bisogno di una legge razionale e di buonsenso per gestire la transizione energetica senza danneggiare i suoi asset produttivi: agricoltura, paesaggio, ambiente, biodiversità, territorio. Giusto coinvolgere i comuni nell’individuazione delle aree idonee purché ci sia un effettivo coordinamento per evitare situazioni paradossali tra comuni contigui