Dopo l'autopsia

Delitto di Halloween ad Arezzo, nessuna ferita mortale sul corpo della vittima

Come cambia la posizione di Alexandra, la 29enne transgender in carcere con l'accusa di aver ucciso Luciano Buonfiglio

Delitto di Halloween ad Arezzo, nessuna ferita mortale sul corpo della vittima
 I primi riscontri medico-legali emersi dall’autopsia, condotta dalla dottoressa Andrea Paterna (il dottor Sergio Moretti è il consulente della difesa), aprono nuovi interrogativi sul delitto di San Zeno e potrebbero incidere anche sulla ricostruzione della posizione di Alexandra Johana Sanabria Lopez, la 29enne transgender accusata dell’omicidio del broker assicurativo di 61 anni, Luciano Buonfiglio.

Le ferite

Sul suo corpo sarebbero infatti state rilevate abrasioni e lesioni superficiali, ma nessuna, almeno allo stato attuale, apparirebbe sufficiente a provocare la morte. Anche la quantità di sangue persa non sembrerebbe compatibile con un’emorragia esterna fatale.

Attesa per esami istologici e incidente probatorio

Resta dunque da individuare il meccanismo che ha portato al decesso e capire se la causa possa essere ricercata in una lesione non immediatamente evidente. Per avere risposte serviranno gli esami istologici, necessari a verificare la presenza di eventuali alterazioni nei tessuti.
La prossima settimana è previsto l’incidente probatorio in cui saranno ascoltate due transgender amiche di Alexandra e si svolgeranno accertamenti irripetibili sull’auto di Buonfiglio. Il nodo centrale è stabilire cosa abbia provocato la morte di Buonfiglio: solo allora sarà possibile comprendere quale ruolo abbia avuto lo scontro e quale sia il grado di responsabilità della donna.

La lite

Ma cos’è successo al consulente assicurativo originario di Milano che si era trasferito a Castiglion Fiorentino? Non is può escludere  un malore improvviso durante la colluttazione oppure di un’emorragia interna provocata nella concitazione dello scontro, che è indubbiamente avvenuto.
 Anche Alexandra avrebbe riportato graffi e contusioni, elementi che la difesa ha chiesto di sottoporre a una valutazione tecnica per verificarne la compatibilità con il racconto della donna, che ha sostenuto di essersi difesa da un’aggressione.
La donna, una colombiana di 29 anni, è una persona transgender: la sua versione dovrà essere verificata attraverso riscontri oggettivi, così come la ricostruzione degli investigatori dovrà confrontarsi con le conclusioni dei medici legali.

Manca l’arma del delitto

Resta poi da chiarire quale oggetto possa essere stato utilizzato durante la colluttazione. Al momento non sarebbe stata individuata un’arma del delitto, anche se gli inquirenti continuano a propendere per un corpo contundente.