L'importanza di Cr Firenze

Casentino, il Festival della Fotografia Italiana 2026 sfida l’invisibile e indaga la spiritualità contemporanea

Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, dal 12 giugno al 6 settembre l’importante appuntamento

Casentino, il Festival della Fotografia Italiana 2026 sfida l’invisibile e indaga la spiritualità contemporanea

Dal 12 giugno al 6 settembre 2026, il Casentino ospita l’edizione 2026 del Festival della Fotografia Italiana, il principale appuntamento nazionale dedicato alla fotografia italiana e ai suoi autori.

L’egida di Fondazione Cr Firenze

Promosso da FIAF ETS – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze, il Festival conferma la propria vocazione: valorizzare il patrimonio fotografico italiano, mettere in relazione autori affermati e nuove generazioni, e costruire un programma capace di unire mostre, ricerca, formazione, produzione e divulgazione.

Tra spirituale e materiale

L’edizione 2026, dedicata al tema “Riti e Visioni. Tra spirituale e materiale”, (Foto Antonello, in copertina), pone al centro una riflessione ampia sulla spiritualità contemporanea e sulle forme attraverso cui il sacro continua ad attraversare il presente: nei riti collettivi e nei gesti individuali, nelle pratiche religiose e nelle sopravvivenze pagane, nella memoria, nel corpo, nella superstizione, nella ricerca di senso e nelle molte tensioni tra materia e trascendenza.

800 anni dalla morte di Francesco

La scelta del tema si inserisce nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, una ricorrenza di rilievo nazionale che riporta al centro una delle figure più potenti dell’immaginario spirituale, culturale e civile italiano.

Il cuore espositivo dell’edizione sarà la grande mostra centrale “Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro”,curata da Denis Curti al CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena. Attorno a questo nucleo curatoriale si svilupperà un programma diffuso tra Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia, con esposizioni, talk, letture portfolio, progetti dedicati ai giovani autori, percorsi di produzione fotografica, masterclass e iniziative nate dal dialogo con il territorio.

I direttori artistici

La Direzione Artistica del Festival della Fotografia Italiana è confermata anche per il 2026 a Denis Curti e Roberto Rossi, che proseguono il lavoro di definizione e sviluppo della visione culturale della manifestazione.

Il Festival si conferma oggi una piattaforma completa dedicata alla fotografia italiana, grazie a un modello che integra ricerca, produzione, formazione, editoria e valorizzazione del territorio, sostenuto da una rete permanente di luoghi e competenze che dal CIFA alla Galleria a Cielo Aperto rende il Casentino un laboratorio vivo di cultura fotografica.

La mostra centrale

Ogni anno, la mostra centrale del Festival rappresenta il nucleo più ambizioso e identitario della manifestazione.  Per l’edizione 2026, “Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro”, ospitata al CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena, traduce questa vocazione in un percorso espositivo intenso e stratificato, nel quale la fotografia italiana si confronta con una delle domande più radicali della rappresentazione: come dare immagine a ciò che, per sua natura, sfugge allo sguardo?

La mostra riunisce 21 autori e si articola in 10 confronti tematici, costruiti come campi di tensione tra visioni, epoche, linguaggi e posture dello sguardo. Ogni confronto apre un diverso accesso al tema del sacro contemporaneo: l’aspirazione al divino, il confine mobile tra sacro e profano, il corpo come luogo di rivelazione e autodeterminazione, l’ambiguità morale, l’espiazione, il paesaggio come spazio meditativo, la magia, la luce, il viaggio spirituale e la riemersione del mito.

Le proposte del Festival

Accanto alla mostra centrale, il Festival presenta la sezione “Proposte”, un percorso di mostre dedicate ad autori italiani chiamati ad ampliare e articolare il tema dell’edizione 2026 attraverso ricerche autonome, ma profondamente legate alla riflessione sulla spiritualità contemporanea.

Tra i protagonisti di questa sezione figurano Michele Borzoni, con un’indagine sulle comunità cristiane in Medio Oriente; Giulio Di Sturco, che attraverso il suo lavoro sul Gange intreccia trasformazione ambientale, memoria culturale e dimensione sacrale del paesaggio; Ivo Saglietti, con un racconto dedicato a Deir Mar Musa, antico monastero siro-antiocheno e luogo di dialogo interreligioso tra cristianesimo e islam; Fausto Podavini, che esplora il cristianesimo ortodosso etiope come architettura spirituale, sociale e comunitaria; e Nausicaa Giulia Bianchi, che porta al Festival una ricerca sulle donne prete cattoliche e sul rapporto tra vocazione, corpo, istituzione e disobbedienza.

Al Castello Conti Guidi un’altra esposizione 

Tra gli appuntamenti più attesi del Festival si conferma la mostra ospitata al Castello Conti Guidi di Poppi, sede che nelle ultime edizioni ha saputo esprimere in modo particolarmente efficace una delle vocazioni più riconoscibili della manifestazione: mettere in dialogo la cultura fotografica con il territorio, trasformando luoghi storici e identitari del Casentino in spazi vivi di racconto, visione e approfondimento.

Per l’edizione 2026, il Castello accoglie “L’abito fa il monaco. Porporati e preti, suore e frati nel cinema e nella fiction italiani degli ultimi decenni”, mostra a cura di Antonio Maraldi dedicata alla rappresentazione di figure religiose nel cinema e nella serialità televisiva italiana. Un percorso che attraversa immagini di scena, ritratti e set, restituendo la forza visiva di un immaginario che ha accompagnato generazioni di spettatori e che continua a interrogare il rapporto tra abito, ruolo, fede, potere, ironia e costruzione narrativa.

Le mostre nate dalle call

Nel percorso dell’edizione 2026 confluiscono anche le mostre nate dalle due call annuali del Festival, che danno forma a due direttrici centrali della sua identità: aprire spazi reali alle nuove generazioni della fotografia italiana e riconoscere nel libro fotografico uno dei luoghi più compiuti della ricerca autoriale.

Con Nuovi Sguardi, il Festival conferma il proprio impegno verso i giovani fotografi under 35, offrendo ai progetti selezionati una vetrina autorevole all’interno del programma ufficiale e un’occasione concreta di confronto con pubblico, curatori e professionisti. Il percorso espositivo accoglierà inoltre una selezione di lavori provenienti da alcune tra le principali Accademie di Fotografia italiane, rafforzando il legame tra formazione, ricerca e nuova scena fotografica.

Il programma 

L’edizione 2026 prenderà avvio con il weekend inaugurale del 12, 13 e 14 giugno, che concentrerà i principali momenti di apertura del Festival: l’inaugurazione della mostra centrale al CIFA di Bibbiena, le inaugurazioni delle mostre diffuse a Poppi e Pratovecchio Stia, talk con autori e studiosi e la presentazione e premiazione delle call.

Tra gli appuntamenti più partecipativi del weekend, tornano anche le letture di Portfolio Italia in piazza, aperte a tutti: un’occasione di confronto diretto tra fotografi, lettori, professionisti e appassionati, pensata per rendere il Festival non solo un luogo di esposizione, ma anche uno spazio di relazione, formazione e crescita.

Tutti gli appuntamenti del Festival sono a ingresso gratuito.

L’impegno di Cr Firenze

Il Festival è sostenuto dalla Fondazione CR Firenze, tra i principali enti filantropici italiani impegnati nella promozione culturale, nella valorizzazione del territorio e nel sostegno alle nuove generazioni. Il contributo della Fondazione conferma il valore del progetto come strumento di crescita culturale e coesione sociale nel contesto toscano.

Fondazione CR Firenze dona 4 visite guidate gratuite ai cittadini di Firenze e relativa Città metropolitana, Arezzo e Grosseto con le rispettive aree provinciali. Le visite, condotte dalle guide ufficiali del Festival, accompagneranno i partecipanti alla scoperta della grande mostra “Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro” e della splendida Galleria a Cielo Aperto di Bibbiena. I partecipanti riceveranno in omaggio il Catalogo Generale del Festival della Fotografia Italiana 2026. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti disponibili. Durata della visita: 1.45 circa.