Apre oggi alla Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi di Arezzo la mostra “Figure del ‘900. Da Balla a Severini, de Chirico e Oppi”, un percorso espositivo promosso da Intesa Sanpaolo, Fondazione Ivan Bruschi e Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, con la collaborazione della Fondazione CR Firenze. L’esposizione, ideata da Carlo Sisi e curata dallo storico dell’arte Paolo Bolpagni, rimarrà aperta fino al 31 maggio 2027, prima di trasferirsi a Palazzo Bisaccioni a Jesi dal 3 dicembre 2027 al 18 aprile 2028.
La rassegna propone una selezione di circa trenta opere provenienti dalle collezioni d’arte di Intesa Sanpaolo, mettendo in luce la continuità e le trasformazioni della figura nella pittura italiana. Il racconto prende il via nel 1908 con un dipinto di Umberto Boccioni antecedente alla stagione futurista e si snoda attraverso i momenti cruciali del primo Novecento e del secondo dopoguerra. Al centro del percorso c’è il “ritorno all’ordine”, la ricerca di nuovo equilibrio compositivo, solidità formale e recupero della tradizione figurativa che coinvolse numerosi artisti dopo il primo conflitto mondiale.
Accanto ai grandi maestri come Giacomo Balla, Gino Severini, Giorgio de Chirico, Ubaldo Oppi e Mario Sironi, la selezione valorizza artisti meno noti ma significativi nel panorama nazionale, tra cui Argio Orell, Giovanni Brancaccio, Manlio Ciani e Gigiotti Zanini. Il percorso intreccia esperienze stilistiche e territori differenti, spaziando dalla Toscana alla Lombardia, dal Veneto all’Abruzzo, fino a Napoli e alla Sicilia. Ritratti, paesaggi, nature morte e vedute urbane documentano la pluralità dei linguaggi: dalle sperimentazioni luministiche di Balla al confronto con la classicità di Severini, dalle edizioni enigmatiche di de Chirico alle monumentalità di Oppi, fino al Pascolo di Tommaso Cascella e ai paesaggi di Ottone Rosai, Arturo Tosi e Mario Mafai, quest’ultimo testimone di una Roma ferita dalle distruzioni belliche.
Tra i focus specifici dell’esposizione spiccano l’approfondimento dedicato all’architetto e pittore trentino Gigiotti Zanini e la chiusura affidata a Gregorio Sciltian, le cui opere richiamano la precisione tecnica e le atmosfere sospese del Realismo magico.
L’iniziativa conferma la sinergia tra le istituzioni culturali per la valorizzazione del patrimonio comune e celebra contemporaneamente il trentesimo anniversario della Fondazione Ivan Bruschi. Ad accompagnare la mostra ci saranno il catalogo edito da Società Editrice Allemandi, una serie di incontri gratuiti intitolata #INMOSTRA con la partecipazione di Carlo Sisi, oltre a visite guidate con il curatore e laboratori didattici per scuole e famiglie.