l'indagine

Con la villa a 700 metri dal mare, ma sconosciuti al fisco. Pizzicata coppia “infedele” all’Agenzia delle Entrate

I coniugi per anni ottenuto assegni sociali e non solo. In Svizzera e in Gran Bretagna erano titolari di diverse società operanti nel settore del supporto alle imprese

Con la villa a 700 metri dal mare, ma sconosciuti al fisco. Pizzicata coppia “infedele” all’Agenzia delle Entrate

In spiaggia si erano assicurati per 4 anni un posto all’ombra con un ombrellone gratuito perché apparentemente poveri. Poi assegni sociali, esenzione della Tari e buoni mensa. Insomma, ogni forma di sostegno assistenziale dallo Stato e dagli enti locali.

Peccato che, all’estero, i loro conti, quelli di una coppia di coniugi, fossero più che floridi. Tanto da potersi permettere una villa a 700 metri dal mare di Camaiore, con un canone mensile di 1.500 euro.
Insomma, in Italia erano sconosciuti al fisco, ma titolari, in Svizzera e in Gran Bretagna, di diverse società operanti nel settore del supporto alle imprese. È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Lucca secondo cui marito e moglie avrebbero effettuato trasferimenti di denaro verso l’Italia per oltre 200.000 euro provenienti da conti esteri.

Secondo le indagini della Finanza di Lucca, marito e moglie avrebbero trasferito sui propri conti correnti italiani oltre 200.000 euro provenienti da conti svizzeri. L’indagine, coordinata dalla Procura di Massa, è partita dal monitoraggio delle richieste di prestazioni sociali e dall’incrocio con gli indicatori di ricchezza, come le spese sostenute, la disponibilità di beni e le informazioni raccolte anche sui social.

Secondo gli investigatori, la coppia avrebbe autocertificato un grave stato di bisogno economico riuscendo così a ottenere, a partire dal 2019, diversi aiuti pubblici. Oltre 41 mila euro di assegni sociali, più di 3 mila euro attraverso richieste di reddito di cittadinanza, 1.359 euro di esenzione Tari e quasi 2 mila euro di buoni mensa scolastica. A questi si aggiunge l’ombrellone gratuito per quattro stagioni estive, per un valore complessivo di 6 mila euro.

I due sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Massa per le ipotesi di reato relative all’indebita percezione di prestazioni sociali.