Carrara fa parte delle città creative dell’Unesco. L’Annual Meeting 2026 delle città italiane si è svolto proprio nella città del marmo, che ha ospitato la conferenza pubblica dedicata al tema annuale scelto dal Coordinamento nazionale: “Creative Identity: comunità creative al centro”.
Dopo gli interventi istituzionali della sindaca di Carrara, Serena Arrighi, e dell’assessora alla Cultura del Comune di Carrara, Gea Dazzi, si sono tenuti i keynote speech di Franco Bianchini della Fondazione Fitzcarraldo, e di Lucio Argano, professore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. È seguito il confronto tra le Città Creative UNESCO italiane, che hanno condiviso esperienze, progetti e modelli sviluppati per sostenere gli ecosistemi creativi urbani e favorire la partecipazione delle comunità.
«L’idea di inserire l’Annual meeting del network italiano delle città creative dentro la cornice di C/Art ha consentito a partecipanti e ospiti, della parte politica e tecnica, che ringrazio moltissimo per i preziosi contribuiti, di fare esperienza del nostro festival e di ragionare tutti insieme in modo fattivo sulle misure e strategie da adottare per rafforzare l’identità propria di una città creativa – dice l’assessora alla Cultura Gea Dazzi -. Ciascuna città ha presentato il proprio format di festival creativo e gli esperti Lucio Argano e Franco Bianchini ci hanno regalato interventi davvero illuminanti, con uno sguardo globale al alla storia e alla grammatica dei festival creativi. Abbiamo imparato che la creatività, come motore di rigenerazione, si misura attraverso un approccio curativo più che performativo, che fondamentale diventa il rapporto tra creatività e prossimità, che la marginalità è una risorsa, che un festival creativo deve rendere leggibili patrimoni e competenze per lanciare infrastrutture permanenti, ma anche per generare alfabetizzazione creativa e educazione al bello nella comunità coinvolta. Dal meeting è poi uscita una progettualità, proposta da Carrara e messa a punto dalla parte tecnica delle città presenti, che sarà attuata nella stagione 2027: la messa in rete e la condivisione comunicativa dei festival creativi di ciascuna città italiana del network, a partire da un brand comune, per promuovere un turismo culturale di rete, che racconti al meglio le nostre identità più autentiche intorno al saper fare»
«L’Annual Meeting delle Città Creative UNESCO italiane, ospitato a Carrara, ha rappresentato molto più di un momento di confronto istituzionale: è stato il riconoscimento di un modello che mette al centro la creatività come strumento di sviluppo urbano, partecipazione e cooperazione – aggiunge la Focal point di Carrara città creativa Unesco Maura Crudeli -. Con C/ART abbiamo dimostrato che un festival può diventare una piattaforma permanente di dialogo tra artisti, artigiani, comunità e città, capace di generare relazioni concrete e nuove opportunità di collaborazione. Questo approccio è stato condiviso e riconosciuto da tutte le sedici Città Creative italiane presenti, che hanno espresso la volontà di fare un passo ulteriore: mettere in rete i nostri eventi identitari, valorizzandoli come un unico grande calendario della creatività italiana. Da Carrara parte così un percorso nuovo, fondato sulla collaborazione e non sulla competizione, in cui ogni città mantiene la propria identità ma diventa parte di una visione comune. È questo lo spirito della Rete UNESCO: costruire insieme, condividere buone pratiche e trasformare la cultura in un motore di crescita, innovazione e sviluppo sostenibile per i nostri territori».
Il dibattito ha evidenziato il ruolo centrale della cultura e della creatività nel migliorare la qualità della vita, rafforzare la coesione sociale e accrescere la capacità dei territori di generare innovazione, attrarre competenze e promuovere uno sviluppo sostenibile.
Il tema scelto per il 2026 nasce da questa premessa. L’identità creativa di una città prende forma attraverso un processo collettivo, alimentato dalla trasmissione delle conoscenze, dalla reinterpretazione del patrimonio e dalla produzione di nuovi linguaggi. Porre le comunità creative al centro significa riconoscerle come protagoniste della costruzione dell’identità territoriale e coinvolgerle in modelli di governance fondati sulla partecipazione e sulla co-progettazione.
Questa visione si traduce in una proposta operativa: a Carrara il Coordinamento nazionale ha presentato l’idea di costruire una roadmap per mettere in rete gli eventi e i progetti identitari che le Città Creative UNESCO italiane realizzano ogni anno.
L’obiettivo della roadmap è mettere in relazione i format più rappresentativi sviluppati dalle città, valorizzandone le specificità attraverso una comunicazione nazionale condivisa. La roadmap potrà così rendere più visibile il contributo delle Città Creative UNESCO alla vita culturale, sociale ed economica del Paese, trasformando le singole esperienze in un patrimonio comune. La connessione tra le diverse iniziative potrà favorire lo scambio di competenze, la circolazione dei talenti creativi, la nascita di progettualità congiunte e nuove collaborazioni, contribuendo al contempo ad ampliare e diversificare i pubblici.