Un riconoscimento da palcoscenico internazionale. La scultrice Selene Frosini ha vinto l’undicesima edizione del “Premio Fondazione Volker Walter Feierabend”, istituito nel 2003 dall’omonima fondazione tedesca e dedicato a opere di arte contemporanea realizzate da artiste e artisti italiani under 40. Il riconoscimento arriva a pochi mesi da un altro traguardo internazionale: il Lih Pao Sculpture Biennial Awards di Taipei, dove nell’ottobre scorso Frosini ha ottenuto il premio di eccellenza con l’opera “Through The Door”.

La premiazione a Kiel. La cerimonia di premiazione si è svolta il 12 giugno alla Stadtgalerie di Kiel, uno dei più attivi spazi espositivi di arte contemporanea della Germania settentrionale, che da alcuni anni ospita le premiazioni della Fondazione VWF di Francoforte. Alla fase finale sono stati ammessi dodici artisti, su oltre cento candidature. A differenza di altri premi internazionali, quello della Fondazione non riguarda una singola opera ma l’insieme del lavoro di un’artista. L’obiettivo della VWF è sostenere le ricerche più innovative dell’arte contemporanea italiana e farle conoscere in Germania attraverso mostre, premi e pubblicazioni. Come avvenuto in passato, le opere vincitrici saranno acquisite ed entreranno nella collezione permanente della Fondazione. A Kiel Frosini ha presentato sette sculture in marmo: “Hole Inside” (marmo Nero del Messico), “Through The Window” (marmo di Carrara), “Inside Pink” (marmo Rosa del Portogallo), “Through The Door” (marmo di Carrara), “Untitle” (marmo di Carrara), “What Remains” (marmo di Carrara), “Inside Bonds” (marmo Statuario).

Il profilo dell’artista e la sua opera. Nata a Pontedera (PI) nel 1988, si trasferisce a Carrara (MS) dove frequenta il Liceo Artistico. Prosegue gli studi a Firenze, diplomandosi in Scultura all’Accademia di Belle Arti. Completati gli studi, torna nella città apuana e approfondisce la lavorazione del marmo negli Studi d’Arte Michelangelo, affiancando la realizzazione di opere per artisti di rilievo internazionale come Vanessa Beecroft, Abdel Abdessemed, Jan Fabre e Koen Vanmekelen. Negli ultimi anni ha preso parte a mostre collettive e premi, partecipando a simposi in Italia e all’estero (Germania, Belgio, Egitto, Malesia, Taiwan). Vive e lavora a Carrara.
La sua ricerca muove da una scelta precisa: il marmo di scarto, recuperato nei laboratori e nelle industrie dove i blocchi senza più valore commerciale vengono frantumati per ricavarne carbonato di calcio. Quei resti portano spesso, su un lato, il taglio netto della lama e, sull’altro, le croste naturali della pietra. L’artista ne lascia per lo più intatti i confini originari e scava all’interno, alla ricerca di un’essenza nascosta. Ne nascono microcosmi di pieni e vuoti, di luci e ombre, in cui il vuoto non è assenza ma parte integrante della materia: un’indagine che dalla pietra si fa riflesso di una dimensione interiore, dei legami e delle connessioni che definiscono ciascuno di noi.
La Fondazione Volker Walter Feierabend. Nata a Francoforte sul Meno nel 2000 per volontà del collezionista e imprenditore berlinese Volker W. Feierabend, la Fondazione – che fino al 2024 operava con il nome di VAF-Stiftung – ha come missione la promozione e la valorizzazione dell’arte italiana contemporanea in Germania e nei paesi di lingua tedesca. Il programma della Fondazione VWF si articola in mostre, pubblicazioni storico-critiche, premi biennali e collaborazioni con istituzioni museali di entrambi i paesi, con l’obiettivo di alimentare uno scambio culturale continuativo tra Italia e Germania. Cuore dell’attività è una collezione di oltre duemila opere – dal Futurismo alla contemporaneità più recente – concessa in comodato a musei tedeschi e italiani, tra cui il MART di Trento e Rovereto.
La mostra alla Stadtgalerie. La collettiva dei finalisti, allestita alla Stadtgalerie di Kiel e aperta al pubblico fino al 30 agosto 2026, riunisce le opere dei dodici artisti tra pittura, scultura, fotografia, grafica, installazione e nuovi media. Oltre al primo premio assegnato a Selene Frosini, il secondo e il terzo riconoscimento sono andati ad Alice Faloretti ed Emma Scarafiotti. Il premio alla carriera, dedicato agli artisti già presenti nella collezione, è stato conferito a Mario Raciti, tra le figure di riferimento del simbolismo astratto italiano. La mostra è accompagnata da un catalogo trilingue in italiano, tedesco e inglese edito da Manfredi Edizioni.