Palazzo Pretorio entra ufficialmente tra i musei di rilevanza regionale della Toscana. Il riconoscimento, atteso dalla città, completa il percorso di rilancio del sistema museale di Colle di Val d’Elsa e si aggiunge a quelli già ottenuti nel 2024 dal Museo San Pietro e dal Museo del Cristallo. Il provvedimento è contenuto nel decreto regionale n. 16498, pubblicato nei giorni scorsi e firmato da Paolo Baldi, responsabile del Settore Patrimonio culturale, museale e documentario, Siti Unesco e Arte contemporanea della Regione Toscana. Con l’atto sono stati riconosciuti altri otto musei toscani, tra i quali Palazzo Pretorio, sede del Museo archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”.
Per il museo colligiano si tratta del recupero di un riconoscimento importante. Il “Ranuccio Bianchi Bandinelli” era stato dichiarato museo di rilevanza regionale già nel 2012, ma la prolungata chiusura della struttura non aveva consentito, nel 2017, di rinnovare la domanda. La riapertura di Palazzo Pretorio, avvenuta il 15 novembre scorso, ha segnato l’inizio di una nuova fase. Accanto al percorso archeologico trovano spazio le Stanze della Memoria “Gracco Del Secco” e il Giardino delle Arti, ambiente dominato dall’opera Concrete Block di Sol LeWitt e pensato per accogliere e raccontare l’arte nelle sue diverse espressioni.
Nel corso del 2026 il percorso di rilancio ha conosciuto un’ulteriore accelerazione. L’amministrazione comunale ha scelto di riportare i musei alla gestione diretta e ha avviato una fase sperimentale di co-progettazione con le associazioni del territorio. Nuovi orari e un programma continuativo di attività hanno permesso di ampliare l’apertura delle strutture e di rafforzarne il ruolo come luoghi di incontro, conoscenza e partecipazione, rivolti tanto alla comunità quanto ai turisti.
“Questo riconoscimento non certifica soltanto la qualità di un museo – dichiara Daniele Tozzi, assessore al Welfare culturale – ma premia la scelta compiuta dall’amministrazione di riportare la cultura al centro della vita cittadina. Abbiamo riaperto Palazzo Pretorio, riportato i musei alla gestione diretta e costruito un modello fondato sulla collaborazione con le associazioni e sull’idea che un museo debba essere un luogo vivo, aperto alla comunità e ai visitatori. La Regione Toscana riconosce oggi questo percorso e ci incoraggia a proseguire sulla strada intrapresa. Investire nella cultura significa investire nello sviluppo, nell’identità e nel futuro di Colle di Val d’Elsa”.
“Con il riconoscimento di Palazzo Pretorio – aggiunge Carlotta Lettieri, assessore alla Promozione e allo sviluppo turistico del territorio – si completa il percorso iniziato nel 2024 con il Museo San Pietro e il Museo del Cristallo. Colle di Val d’Elsa può contare oggi su un sistema museale interamente riconosciuto dalla Regione Toscana: un patrimonio che rafforza l’identità della città e rappresenta un elemento strategico per lo sviluppo turistico. I musei sono sempre più parte integrante dell’esperienza di visita e contribuiscono a costruire un’offerta culturale capace di attrarre pubblico durante tutto l’anno”.
“Il riconoscimento – sottolinea Giacomo Baldini, direttore dei Musei civici di Colle di Val d’Elsa – è il risultato di un lavoro corale, che premia gli uffici, tutto il personale dei musei e le associazioni impegnate nella co-progettazione. Ma è soprattutto un riconoscimento per la comunità colligiana, che l’11 luglio 1976 inaugurava l’Antiquarium Etrusco, primo nucleo dell’attuale museo. A pochi giorni dalle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario, non poteva esserci regalo migliore”.