Obiettivo: progettazione di cohousing

Caritas, emergenza abitativa la criticità che attraversa tutte le aree e i servizi

Presentato il Bilancio sociale 2025 della Fondazione Solidarietà Caritas ETS

Caritas, emergenza abitativa la criticità che attraversa tutte le aree e i servizi

Il Bilancio sociale della Fondazione Solidarietà Caritas ETS, presentato nella sede della mensa di San Francesco Poverino a Firenze, ha molteplici funzioni, la prima è sicuramente quella di rendicontare in modo trasparente a istituzioni, partner e cittadini, dati rilevanti relativi a tutti gli ambiti del suo operare, informazioni precise sulle attività realizzate, e sulle modalità di impiego delle risorse per il raggiungimento della missione.

“Data la natura e la mission della Fondazione Solidarietà Caritas ETS, è logico che quello Sociale sia il nostro “vero” bilancio – evidenzia Marco Seracini, presidente della Fondazione Caritas –, perché consente di dare voce alle persone che abbiamo incontrato, alle loro fragilità, alle loro speranze e ai percorsi di rinascita che abbiamo cercato di costruire insieme. È uno strumento straordinario in quanto rappresenta la certificazione di un profilo etico, l’elemento che legittima il ruolo di un soggetto, non solo in termini dimensionali ma soprattutto morali, agli occhi della comunità di riferimento.”

La compilazione del ricco documento consente a tutti di comprendere meglio l’enorme impegno della Fondazione, complesso e capillare, strutturato nelle diverse aree, reso possibile grazie al sostegno determinante di Fondazione CR Firenze, ma è utile anche per avere una fotografia complessiva e puntuale, per promuovere un ulteriore coordinamento interno, per verificare criticità e ricercare soluzioni. Elementi fondamentali per rispondere ad una situazione sociale sul territorio sempre più complessa con bisogni che ogni anno purtroppo aumentano e si trasformano.

Le cifre parlano chiaro, ma nessun numero, per quanto importante, sarà mai significativo come le storie di chi ci ha chiesto aiuto, è stato accolto e preso in carico in modo complessivo, non solo per essere sfamato o avere un tetto sulla testa, ma per essere accompagnato verso una possibile autonomia, con un progetto individuale. Per questo il Bilancio sociale è arricchito da una serie di testimonianze che trasformano i numeri in volti, in rapporti, in relazioni quotidiane con operatori e volontari.

Le storie di Clara, Mustapha, Emanuele, Kamal, e di tanti profughi raccontano, da un lato la dedizione e la complessità del lavoro svolto nei diversi ambiti; dall’altro, mettono in luce le difficoltà che emergono nei percorsi di accompagnamento verso l’autonomia.

In oltre 100 pagine il Bilancio sociale 2025 illustra quanto viene fatto per rispondere alle fasce più disagiate, vulnerabili ed emarginate della popolazione, autonomamente e/o in collaborazione con soggetti pubblici e privati, perché nessuna azione potrebbe essere altrimenti efficace senza un lavoro condiviso e di rete, considerando peraltro che la Fondazione copre capillarmente tutto il territorio dell’Area metropolitana di Firenze con 97 centri operativi, distribuiti su 12 Comuni dell’Area Metropolitana di Firenze e il Comune di Rosignano Marittimo, dove è situato il Campeggio San Frediano, nella frazione di Vada.

I dipendenti della Fondazione sono 237, mentre sono stati 604 i volontari che nel 2025 hanno offerto il proprio servizio in maniera continuativa e non.

Sono 5 le macro aree di intervento della Fondazione: accoglienza e inclusione, minori, immigrazione, giustizia e salute; a cui si aggiungono i centri di ascolto, i servizi alla persona (mense e docce), il servizio di orientamento al lavoro ed altri. Le cucine di via Baracca e via Corelli nel 2025 hanno preparato oltre 350.000 pasti, con una media giornaliera di 958 pasti completi. Nel 2025 l’area accoglienza ha ospitato in totale in tutte le sue strutture 318 persone (178 donne sole e mamme con bambini, 74 uomini e 66 altre accoglienze), sono invece 401 le persone nelle accoglienze invernali. 179 quelle prese in carico dall’equipe del Progetto Educativa di Strada. Nell’area giustizia sono 60 le persone, uomini e donne, accolte in 3 diverse strutture, dedicate a chi ha avuto il beneficio di una misura alternativa alla detenzione. Sono state 377, fra familiari e bambini, le persone ospitate su richiesta e in collaborazione con l’Ospedale pediatrico Meyer che ha in cura i piccoli pazienti. Quattro le altre case che ospitano persone che necessitano di cure sanitarie, per lo più non iscritte all’anagrafe e, di conseguenza, prive di sostegno da parte dei servizi sociali (63 ospiti in tutto). Sono 60 i minori assistiti solo nei centri diurni, 35 invece i ragazzi, compresi i minori stranieri non accompagnati, accolti nelle case famiglia. Nel 2025 sono stati 500 i profughi accolti (in maggioranza ucraini) e anche questo anno la Fondazione ha gestito 5 CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) per richiedenti asilo.

Tanti numeri, nessuno un numero, ma tutte vite fragili ascoltate, accolte e di cui ci si prende cura, sempre, 365 giorni all’anno.

Il tema che emerge in particolare dal Bilancio sociale 2025 è l’emergenza abitativa, perché è una problematica che attraversa tutte le aree e i servizi, intrecciandosi con le storie delle persone accolte e con il lavoro quotidiano degli operatori. Il problema di trovare una casa, una volta usciti dalla condizione di emergenza, e dimessi dalle strutture temporanee, rende difficile se non impossibile arrivare all’autonomia e all’indipendenza. Questo vale per i senzatetto, specialmente per quelli anziani, per i minori non accompagnati, per chi ha svolto un periodo di degenza più o meno lungo nelle strutture dell’area salute o in quelle dell’area giustizia.

È fondamentale rispondere tempestivamente alle situazioni di emergenza di chi si trova senza alloggio, ma al tempo stesso è necessario essere consapevoli che questa forma di accoglienza deve rappresentare soltanto una soluzione transitoria: l’avvio di un percorso che diventa realmente incisivo con il passaggio a modalità di accoglienza di tipo residenziale. – Spiega Marco Seracini, presidente della Fondazione CaritasQuesta necessità si scontra però con la realtà, con la difficoltà a trovare case in affitto e a prezzi sostenibili, e spesso anche con la diffidenza nei confronti dei cittadini stranieri e di famiglie con minori. Una soluzione potrebbe essere il potenziamento dell’accoglienza in cohousing, già sperimentata dalla Fondazione con il condominio solidale e gli appartamenti del progetto Housing Net. L’obiettivo è promuovere forme di collaborazione con enti pubblici e privati, con aziende e privati cittadini finalizzate al reperimento di immobili; costruire alleanze territoriali capaci di sostenere un modello di accoglienza che superi la logica emergenziale e favorisca, in modo strutturato e sostenibile, percorsi di inclusione e autonomia abitativa. L’investimento in questo senso produce benefici non solo per le persone direttamente coinvolte, ma per l’intera collettività: all’aumentare del numero di persone vulnerabili che riescono a raggiungere una condizione di autonomia, si riduce il ricorso a interventi assistenziali e, conseguentemente, la spesa sociale; allo stesso tempo si rafforzano la convivenza pacifica e il senso di comunità, contribuendo a una maggiore coesione sociale“.

Alla presentazione del Bilancio sociale 2025 della Fondazione Solidarietà Caritas è intervenuto anche l’Arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli: “Le statistiche, accompagnate dai racconti delle persone raggiunte nelle varie aree di impegno della Fondazione Caritas, ci permettono di contemplare la bellezza di tanti gesti di ascolto, accoglienza, amicizia capaci di ridare dignità a quanti vivevano situazioni di esclusione, di marginalità, ma anche di violenza e di abuso. Si tratta di crescere in questa dimensione di gratuità nel servizio al prossimo, servendoci dei dati che provengono dai bilanci per progredire nel coraggio della testimonianza profetica della carità. Questo si realizza concretamente anzitutto nello sviluppare tutte quelle iniziative tese a rendere visibile l’invisibile. I centri di ascolto nelle parrocchie, gli educatori di strada, i volontari delle mense, i giovani del servizio civile, per citare solo qualche esempio, possono essere come delle antenne sul territorio in grado di captare le situazioni di nuove povertà e di bisogno. Lo stile profetico della carità si realizza poi nell’accompagnamento delle persone su percorsi di autonomia. Il patto di accoglienza che viene sottoscritto quando un ospite è preso in carico dalla Fondazione Caritas si traduce in un impegno comune per raggiungere l’indipendenza o quanto meno per acquisire una serie di competenze che permettano di fare un passo in avanti”.

“Il Bilancio sociale della Fondazione Solidarietà Caritas racconta il lavoro quotidiano delle centinaia di dipendenti e volontari che ogni giorno lavorano per aiutare le persone fragili della nostra comunità – afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze –. Fondazione CR Firenze non può che essere al loro fianco con una collaborazione che è cresciuta negli anni attraverso interventi concreti e progetti. Quest’anno abbiamo rafforzato il sostegno per le mense dei bisognosi con un contributo di 700 mila euro che ha garantito 350 mila pasti. Con il progetto OLTRE abbiamo invece investito nelle attività di accompagnamento verso l’autonomia dei vulnerabili andando ad affrontare anche il problema delle nuove povertà. Grazie all’ascolto dei bisogni del territorio, costruiamo risposte strutturali, capaci di affrontare le necessità immediate ma anche di creare opportunità durature. La forza della collaborazione tra Fondazione, istituzioni e Terzo settore è la chiave per trasformare l’emergenza in inclusione e generare benefici per l’intera comunità”.

“Il Bilancio sociale della Fondazione Solidarietà Caritas ETS – ha comunicato la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi che non è potuta essere presente – è molto più di una rendicontazione delle attività svolte: è il racconto di una comunità che ogni giorno sceglie di prendersi cura delle persone più fragili, trasformando i numeri in volti, storie e percorsi di rinascita. Il lavoro capillare della Fondazione rappresenta un presidio fondamentale di coesione sociale e un punto di riferimento prezioso per tutto il territorio. Dal Bilancio emerge con forza una delle sfide più urgenti del nostro tempo: l’emergenza abitativa. La difficoltà di trovare un alloggio accessibile rischia infatti di compromettere i percorsi di autonomia di tante persone che hanno già superato situazioni di grande vulnerabilità. È una questione che richiede risposte strutturali e una forte alleanza tra istituzioni, Terzo settore, imprese e comunità locali. La Toscana ha una lunga tradizione di collaborazione tra pubblico e privato sociale, e il modello del cohousing, insieme ad altre forme innovative di accoglienza e inclusione, può rappresentare una strada concreta per superare la logica dell’emergenza e costruire opportunità stabili di autonomia”.

“Il Bilancio sociale della Fondazione Solidarietà Caritas restituisce una fotografia preziosa dei bisogni del nostro territorio e racconta, attraverso numeri e storie, il valore di un lavoro quotidiano che mette al centro la dignità delle persone, afferma Nicola Paulesu assessore al Welfare del Comune di Firenze. Voglio ringraziare la Fondazione, gli operatori e i tanti volontari che ogni giorno rappresentano un presidio fondamentale della filiera del sociale, con professionalità, competenza e umanità. Di fronte a bisogni sempre più complessi, a partire dall’emergenza abitativa, è indispensabile continuare a rafforzare la sinergia tra istituzioni, Terzo settore e volontariato. Solo attraverso un lavoro di rete possiamo costruire risposte efficaci, percorsi di inclusione e una comunità capace di prendersi cura di chi è più fragile, senza lasciare indietro nessuno”.