Delitto pianificato

“Ho ucciso la mia ex”, la telefonata di Federico Vella alla madre

Il 36enne ha anche inviato un messaggio alla madre di Lorena: "E' morta"

“Ho ucciso la mia ex”, la telefonata di Federico Vella alla madre

Ha chiamato la madre per dirle che aveva ammazzato Lorena: Federico Vella era sul ciglio della strada, aveva appena gettato la ex compagna da un viadotto alto 25 metri.

Poi, terminata la telefonata, ha scritto alla madre di Lorena:  “È morta”, questo il gelido messaggio inviato per infierire sulla famiglia della sua ex, con la quale sembra che avesse avuto duri scontri: la madre della 45enne uccisa giovedì 3 settembre lo aveva invitato a non contattare più sua figlia.

Quando ormai Lorena era già morta, precipitata dal viadotto, arriva la polizia stradale e i Vigili del Fuoco, che in una lunga trattativa tentano di convincerlo a non buttarsi. Vella arriva addirittura a chiedere a uno degli agenti di sparargli.

Dopo poco si lancia nel vuoto: il suo corpo è stato ritrovato vicino a quello di Lorena.

In queste ore è emerso che il 36enne sarebbe stato in cura da uno psichiatra. La polizia sta cercando di risalire all’identità del professionista. Le indagini si concentreranno inevitabilmente anche su questo aspetto.

E’ stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario, mentre sembra sempre più chiaro che Vella avesse pianificato tutto: non accettava di essere stato lasciato e così giovedì pomeriggio si è nascosto nel garage dell’abitazione di Lorena e l’ha aspettata; con del nastro adesivo ha bloccato le fotocellule del cancello; quando il suv di lei è entrato nel parcheggio sotterraneo del condomino ed è scesa, l’ha aggredita, probabilmente facendole sbattere la testa contro il muro: sono state trovate tracce di sangue sulla parete e al suolo. Tramortita, la donna è stata immobilizzata con delle fascette e sequestrata nel bagagliaio della sua auto. Sembra che Vella inizialmente volesse usare la sua macchina, all’interno della quale sono stati rinvenuti un pacco di fascette e un telo.

Legata e chiusa nel bagagliaio la 45enne è riuscita a raggiungere il cellulare all’interno del suo zaino a mandare un messaggio vocale a un amico, poi alle 14.10 ha chiamato il 112, il numero di emergenza: le celle telefoniche intercettano il segnale, che geolocalizza l’auto in corsa sulla A1.

Dopo venti minuti la telefonata però si interrompe: Vella si ferma, apre il bagagliaio, si è accorto che Lorena si era liberata ed era riuscita a dare l’allarme; la colpisce con violenza alla nuca, poi la trascina dall’auto a bordo strada e la lancia nel vuoto, priva di sensi ma ancora in vita.

La polizia ha ispezionato la casa di entrambi in cerca di indizi, per capire che cosa abbia innsecato la furia omicida di Vella. Sono state trovate alcune lettere risalenti alle scorse settimane, scritte a mano dai due, nelle quali emergevano tutti i problemi della loro relazione, quando Vella ha tentato di farsi perdonare a seguito di un presunto tradimento.

Lunedì l’autopsia sul corpo della donna per accertarsi se la sua morte sia avvenuta prima o a causa dell’impatto con il suolo; l’esame sarà effettuato anche sulla salma di Vella, per capire se l’uomo fosse sotto l’effetto di qualche sostanza.