Non è ancora stata esclusa la pista del dolo. Non è infatti ancora chiaro che cosa abbia scatenato l’incendio che lunedì 27 luglio ha distrutto un capannone di circa 5.000 metri quadrati in via Pratese, nella zona dell’Osmannoro. Mentre si sono concluse le operazioni di spegnimento, i vigili del fuoco non avrebbero riscontrato elementi riconducibili a un guasto dell’impianto elettrico; questo fa propendere sempre più per l’ipotesi che il rogo abbia origine dolosa. E’ ancora però presto per parlare di certezze, serviranno ulteriori approfondimenti e su questo stanno lavorando gli esperti.

La polizia acquisirà le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona; per il momento restano aperte tutte le piste investigative, ma si sta facendo spazio l’ipotesi di un incendio doloso legato ad ambienti della criminalità organizzata cinese; al momento però non sono emersi precedenti o segnalazioni a carico degli imprenditori proprietari del materiale custodito nel magazzino, accessori di pelletteria.

Sul fronte ambientale, Arpat e Asl Toscana Centro hanno effettuato una valutazione congiunta degli effetti del rogo. Secondo i tecnici, il fumo avrebbe potuto contenere sostanze irritanti e microinquinanti, ma la dispersione della colonna verso l’alto ha limitato le ricadute al suolo. Le eventuali deposizioni di polveri sarebbero circoscritte entro circa 300 metri dall’area del rogo e, sulla base delle verifiche effettuate, non è stata ritenuta necessaria l’adozione di ordinanze precauzionali.