Soluzione transitoria

La Rsa “Le Civette” non chiuderà il 31 Dicembre

Uiltucs: "rinvio di 6 mesi"

La Rsa “Le Civette” non chiuderà il 31 Dicembre
La RSA Le Civette di San Salvi, a Firenze, non chiuderà il prossimo 31 dicembre. È quanto emerso dal tavolo regionale di salvaguardia che si è svolto ieri, 7 ottobre, presso la Presidenza della Regione Toscana, alla presenza delle istituzioni territoriali, della cooperativa sociale PROGES e delle organizzazioni sindacali.
Al termine dell’incontro, convocato su richiesta delle organizzazioni sindacali, l’ASL Toscana Centro si è impegnata a prorogare di sei mesi l’attuale contratto di appalto, scongiurando nell’immediato la chiusura della struttura e consentendo il conseguente ritiro della procedura di licenziamento collettivo avviata nei confronti dei lavoratori.
Un primo risultato importante, ottenuto grazie alla mobilitazione delle organizzazioni sindacali, dei familiari degli ospiti, del Quartiere 2 e dei cittadini, che in queste settimane hanno difeso il futuro della RSA Le Civette, riconoscendone il valore sociale e assistenziale per il territorio.
La proroga rappresenta tuttavia una soluzione temporanea. Durante i prossimi sei mesi, il Comune di Firenze si è impegnato a verificare la possibilità di individuare una soluzione strutturale attraverso un piano di riqualificazione del complesso di San Salvi.
«Accogliamo con soddisfazione questo primo risultato, che permette di salvaguardare nell’immediato la continuità assistenziale e i posti di lavoro. Ma non possiamo considerare risolta una vicenda che si trascina ormai da anni. Sei mesi non devono diventare l’ennesimo rinvio: devono essere il tempo necessario per costruire una soluzione concreta e definitiva», dichiara Beatrice Stanzani, funzionaria UILTuCS Toscana.
Per la UILTuCS Toscana, la priorità resta garantire la permanenza degli ospiti all’interno del complesso di San Salvi, la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e la tutela dei servizi sociosanitari pubblici.
«La RSA Le Civette non è soltanto una struttura assistenziale. È un presidio sociale, un luogo di cura e di relazioni, dove i lavoratori – prosegue Stanzani – rappresentano da anni un punto di riferimento fondamentale per gli ospiti e le loro famiglie. Difendere questa realtà significa difendere un patrimonio dell’intera comunità》.
Nonostantr la notizia sia ppsitiva, le parti sindacali mettono in guardia: si tratta, infatti, di un rinvio. L’obiettivo ora è quello di lavorare per una soluzio e duratura.