E’ stato puntuale come da cronoprogramma: alle 11 spaccate ha riaperto completamente il nodo ferroviario fiorentino con il passaggio alla stazione di Campo di Marte del primo Frecciarossa, partito da Foggia e diretto a Milano. Il nodo era stato chiuso alle 23 di domenica 26 per la sostituzione del cavalcaferrovia a ponte al Pino, con l’interruzione della circolazione ferroviaria tra le stazioni di Campo di Marte e Santa Maria Novella, spezzando di fatto l’Italia in due.

“I lavori sono andati perfettamente. È stata una operazione ad alta complessità ingegneristica, ma tutto è andato esattamente come da programma. Abbiamo riattivato la linea alle 10:55, quindi con qualche minuto di anticipo e alle 11 è passato il primo treno. Quindi la circolazione sta riprendendo regolarmente sulla linea principale e e insomma ampia soddisfazione per come è stato gestito il lavoro in queste 84 ore”. A dirlo è Andrea Esposito, responsabile della pianificazione e controllo industriale di RfI, questa mattina alla stazione fiorentina di Campo di Marte per fare il punto sull’intervento di sostituzione del cavalcaferrovia di ponte al Pino.

Una soddisfazione, ha aggiunto, “anche per tutta l’attività importante fatta nelle stazioni da parte dell’apparato della assistenza alla clientela del gruppo Fs, grande supporto della Protezione civile, che ci ha permesso di gestire al meglio i viaggiatori sia nella stazione Santa Maria Novella che a Firenze Campo Marte. Altrettanto bene sono andati anche i trasferimenti con i bus navetta sia per i passeggeri dell’alta velocità che per i pendolari con i bus di Autolinee Toscane”.
Esposito ha parlato di “importante gioco di squadra” ringraziando il Comune “per i servizi di scorta ai bus, oltre che per le navette che sono state fatte tra Firenze e Campo Marte e le principali fermate della tramvia” e la Regione Toscana “con cui abbiamo condiviso tutto quello che è stata la programmazione dei treni del trasporto regionale”.
Un gioco di squadra, ha concluso, che ha riguardato anche “i nostri clienti e viaggiatori, che, per quanto fossero ampiamente informati che il viaggio sarebbe stato più lungo rispetto agli standard e che in qualche caso ci sarebbe stato il trasbordo tra Campo Marte e Santa Maria Novella, sono stati molto tolleranti. Hanno compreso tutti la complessità dell’intervento Un rgraziamento a loro e anche ai cittadini di Firenze che comunque stanno subendo le maggiori difficoltà”.
Il nuovo ponte al Pino, sottolinea l’ingegner Andrea Esposito di Rfi, diventa di proprietà del Comune di Firenze, mentre “il mese di agosto sarà interessato da tutti i lavori di finitura“, non solo l’asfaltatura, “verranno fatte le prove di carico in maniera tale da poter attivare come programmato, il 15 settembre, in piena sicurezza, la viabilità sulla nuova infrastruttura”.
La nuova struttura è in acciaio Corten, “un acciaio che non ha bisogno di tinteggiatura, quindi anche da un punto di vista ambientale è un materiale a maggior sostenibilità. Ha una lunghezza di 32 metri, quindi cinque in più rispetto al vecchio ponte e una larghezza maggiore, 16 metri in tutto, perché oltre a avere le tre corsie sono previsti i marciapiedi e in aggiunta ci sarà anche la pista ciclabile“.
Partite anche le operazioni di smontaggio della maxi gru, iniziate lunedì 27 luglio, subito dopo il varo. “Così come è arrivata – conclude Esposito – tramite mezzi di trasporto eccezionale, verrà poi trasportata verso il porto di La Spezia da dove riprenderà il mare per una nuova destinazione”.