
Oltre 7mila persone hanno partecipato ieri, domenica 18 ottobre, a LUMEN, alla giornata pubblica “Di chi è la città?!”, promossa dall’APS-ETS Icchè Ci Vah Ci Vole. Dodici ore di incontri, dibattiti, musica e attività culturali che hanno riunito cittadinanza, associazioni, operatori culturali e rappresentanti delle istituzioni per confrontarsi sul futuro degli spazi collettivi a Firenze, sul riconoscimento del loro valore sociale e culturale e sulla necessità di costruire strumenti capaci di garantirne continuità e sostenibilità. Al centro della giornata, che ha visto decine di interventi di realtà associative e culturali del territorio, sono emersi due importanti percorsi di confronto con l’amministrazione comunale: la prospettiva di una concessione trentennale per LUMEN e l’impegno della sindaca per un protocollo volto a riconoscere il valore sociale e culturale delle esperienze associative che non svolgono attività prettamente commerciali.
“La giornata di ieri è un punto di partenza per costruire la concessione trentennale, ma è anche un grande riconoscimento al lavoro che l’amministrazione, gli uffici e tutta l’APS hanno fatto in questi cinque anni per arrivare a creare un precedente replicabile”, sottolinea Antonio Bagni, presidente dell’APS Icchè Ci Vah Ci Vole, evidenziando il valore di un percorso che potrebbe rappresentare un riferimento anche per altre esperienze cittadine. Sul riconoscimento delle attività associative, Antonio Bagni ribadisce l’importanza del dialogo avviato con Palazzo Vecchio: “Con le altre realtà associative fiorentine abbiamo intrapreso da mesi un percorso per ottenere il riconoscimento del valore sociale e culturale di tutte quelle esperienze che non sono prettamente commerciali. L’impegno della sindaca è un ulteriore passo avanti dopo i numerosi incontri che, assieme alle altre associazioni culturali, abbiamo tenuto con l’amministrazione nei mesi scorsi”.

L’iniziativa, organizzata anche per sostenere attraverso una raccolta fondi le spese legali e organizzative conseguenti ai controlli effettuati tra il 31 luglio e il 1° agosto, ha rappresentato soprattutto un’occasione di confronto collettivo sul futuro della produzione culturale indipendente e degli spazi di aggregazione a Firenze.
“Abbiamo ascoltato decine di interventi di realtà totalmente diverse tra loro: quello che le unisce è il desiderio di immaginare una città diversa, di veder riconosciuto il valore che creano in termini economici, sociali e culturali, di dialogare per uscire dall’emergenza e di costruire un futuro che le renda più stabili. Una città è di chi la ama, di chi la abita, di chi rivendica ancora il diritto a immaginarne il futuro. E a LUMEN c’erano oltre 7mila persone a dimostrarlo” conclude Bagni.