i numeri

Quasi 68 milioni di euro di multe in otto mesi: Aduc a Palazzo Vecchio: “Bisogna tutelare i pendolari”

Oltre 41 milioni di euro derivano dalle violazioni dei limiti di velocità. Secondo l’associazione dei consumatori, l’amministrazione non avrebbe fatto abbastanza per aiutare gli automobilisti a rispettare le regole

Quasi 68 milioni di euro di multe in otto mesi: Aduc a Palazzo Vecchio: “Bisogna tutelare i pendolari”

Quasi 68 milioni di euro in sanzioni e spese accessorie. È quanto risulta dagli accertamenti contabili del Comune di Firenze tra gennaio e agosto 2026. Non si tratta delle somme già incassate, ma di un dato che riaccende il confronto sulla gestione della mobilità cittadina.

A fare la parte del leone sono le violazioni al Codice della strada, che valgono circa 57 milioni di euro. Di questi, oltre 41 milioni sono legati al superamento dei limiti di velocità.

Numeri che spingono Aduc a contestare le scelte di Palazzo Vecchio. Per l’associazione dei consumatori, il problema non riguarda soltanto l’entità delle multe, ma anche la mancanza di interventi sufficienti a prevenire le infrazioni. Il confronto con il 2025, quando nei primi nove mesi le sanzioni avevano superato i 69 milioni, mostra cifre dello stesso ordine di grandezza, seppure riferite a periodi diversi.

Pendolari e turisti nel mirino

A colpire è anche la provenienza dei multati. Secondo i dati citati da Aduc, l’86 per cento non risiederebbe a Firenze. Una quota che comprende persone che raggiungono il capoluogo per lavorare e turisti che visitano la città.

Il presidente dell’associazione, Vincenzo Donvito Maxia, chiama in causa la segnaletica della Ztl, la disponibilità di parcheggi e il posizionamento degli autovelox. Secondo Aduc, chi arriva da fuori deve poter trovare indicazioni chiare e soluzioni di sosta adeguate, senza rischiare di incorrere in sanzioni per difficoltà legate all’organizzazione della viabilità.

Nel quadro pesano anche i cantieri e i tempi necessari per attraversare la città. Per l’associazione, il trasporto pubblico può rappresentare un’alternativa, ma la rete tramviaria non raggiunge ancora gran parte dell’area metropolitana.

La richiesta rivolta all’amministrazione è quindi di intervenire sulle condizioni concrete in cui si muovono gli automobilisti. Non soltanto sanzioni, ma anche segnaletica più leggibile, parcheggi e collegamenti pubblici capaci di rispondere alla domanda.