Era entrato nel carcere di Sollicciano a metà giugno per scontare una condanna a quattro anni. Aveva 75 anni, era italiano e pochi mesi prima era stato colpito da un ictus che gli aveva lasciato un braccio semiparalizzato e gravi conseguenze fisiche. Come anticipato dal Corriere Fiorentino, domenica 29 giugno si è sentito male nella sua cella ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Giovanni di Dio, dove è morto per meningite.
La denuncia dei volontari Pantagruel
A raccontare gli ultimi giorni dell’uomo che riporta in primo piano le difficili condizioni all’interno delle carceri, sono stati i volontari dell’associazione Pantagruel, che lo avevano incontrato dopo l’ingresso nel penitenziario fiorentino. L’uomo era ricoverato nel centro clinico dell’istituto e, secondo quanto riferito, appariva già in condizioni estremamente fragili. E’ stato riferito da uno dei volontari come gli avesse portato dei vestiti e lo avesse trovato con evidenti problemi fisici, legati sia all’ictus sia alla circolazione sanguigna.
Il peggioramento…
Le condizioni del detenuto sarebbero peggiorate rapidamente. Tanto che sabato 27 giugno, durante una nuova visita, al volontario sarebbe stato riferito che non era opportuno entrare perché l’uomo non riusciva più ad alzarsi dal letto o cadeva quasi subito.
… e il decesso
Il giorno successivo è arrivato il malore, poi il trasferimento in ospedale e infine il decesso del 75enne che viveva da solo in un alloggio del Comune di Fiesole, aveva come unico familiare una cugina ed era conosciuto dalle associazioni di volontariato della zona di Compiobbi (Pontassieve), dove aveva sempre vissuto.
L’allarme per le condizioni nelle carceri
Per Pantagruel, la vicenda impone una riflessione sulle condizioni di detenzione delle persone anziane e gravemente malate. “Dieci giorni in carcere, con temperature vicine ai 40 gradi e in una situazione sanitaria come la sua, non sono una pena da scontare ma una tortura da applicare”, affermano richiamando anche l’articolo 27 della Costituzione e il principio di umanità della pena.