“Liberate mio figlio, non può restare a Sollicciano in queste condizioni”.
È l’appello della madre di un detenuto fiorentino di 20 anni, invalido all’80% per gravi problemi psichiatrici, finito in carcere dopo aver aggredito la donna durante una crisi.
La famiglia aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma la richiesta è stata respinta.
La madre teme ora per la sua incolumità, ricordando un precedente tentativo di suicidio e denunciando le condizioni in cui il giovane è costretto a vivere.

Secondo il racconto della donna, il ragazzo sarebbe stato aggredito da un altro detenuto, riportando la frattura della mandibola e rimanendo per giorni senza riuscire a mangiare.
Attualmente si trova da solo in una cella della sezione destinata ai detenuti con disturbi psichiatrici.
La famiglia chiede un trasferimento urgente in una struttura sanitaria specializzata.
Anche il garante dei detenuti di Firenze, Giancarlo Parissi, ritiene che il giovane non sia compatibile con il regime carcerario e auspica il suo immediato trasferimento.