Il Comune di Firenze dichiara il pubblico interesse della proposta presentata da ACF Fiorentina per il completamento e la gestione dello stadio Artemio Franchi. La decisione arriva a conclusione della conferenza dei servizi preliminare, terminata il 13 ottobre, e definisce le condizioni per dare all’impianto una prospettiva di lungo periodo, completarne la riqualificazione e garantirne la conservazione. La dichiarazione è subordinata al recepimento di una serie di prescrizioni finalizzate ad assicurare la sostenibilità dell’operazione e la tutela del bene pubblico.
“Oggi facciamo un passo molto importante per il futuro dello stadio Franchi e per tutta Firenze – ha dichiarato la sindaca Sara Funaro –. La dichiarazione di pubblico interesse della proposta della Fiorentina è il risultato di un lavoro intenso e approfondito da parte di tutti verso l’obbiettivo della riqualificazione dell’impianto e oggi mettiamo un tassello fondamentale. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato e la Fiorentina per il confronto costante e costruttivo che continuiamo a portare avanti. Continueremo a lavorare con determinazione per dare ai fiorentini e ai tifosi viola uno stadio completamente riqualificato”.
“Il Franchi è la casa della Fiorentina e di una passione che attraversa le generazioni. La sua riqualificazione riguarda da vicino migliaia di tifosi: significa poter vivere la partita in uno stadio più accogliente, con servizi migliori, conservando l’identità di un luogo al quale Firenze è profondamente legata – ha dichiarato l’assessora allo sport Letizia Perini -. La decisione di oggi è un passaggio importante verso il completamento dei lavori, atteso da chi frequenta gli spalti e vuole tornare a vivere pienamente lo stadio. A questo obiettivo si accompagna un impegno essenziale: garantire la manutenzione dell’intero complesso per tutta la durata della concessione, comprese le strutture monumentali di Nervi. Uno stadio rinnovato ha bisogno di una cura costante, perché la qualità delle strutture e dei servizi sia assicurata anche negli anni a venire. È una responsabilità verso i tifosi e verso tutta la città, perché il Franchi continui a essere un luogo di incontro e di appartenenza anche per le prossime generazioni”.
Alla conferenza di presentazione sul pubblico interesse della proposta della Fiorentina hanno partecipato anche la Direttrice generale di Palazzo Vecchio Lucia Bartoli, il Direttore delle partecipate Enrico Maria Peruzzi e il Rup del Franchi Alessandro Dreoni, oltre all’assessora allo Sport Letizia Perini.
La proposta prevede una concessione di 60 anni, circa 101 milioni di euro di investimenti privati e l’assunzione, da parte del futuro concessionario, di tutti gli oneri di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria dell’intero complesso. Un impegno che riguarda anche le strutture monumentali progettate da Pier Luigi Nervi, sottoposte a tutela culturale, e le opere realizzate con finanziamenti pubblici. Completare la riqualificazione del Franchi e garantirne la funzionalità e la conservazione per i prossimi 60 anni: è questo l’obiettivo dell’Amministrazione, che punta a realizzare un impianto sportivo moderno e polifunzionale al servizio della città.
Per la manutenzione straordinaria sono previsti cinque cicli di interventi per circa 70 milioni di euro, calcolati a prezzi costanti 2029, da aggiornare alle rispettive scadenze.
La proposta prevede circa 54 milioni di euro di investimenti privati, al netto dell’Iva, per il completamento delle opere, ai quali si aggiunge la cosiddetta ‘Wave 3’, relativa agli allestimenti finali dell’impianto, ai servizi e agli spazi commerciali, per un investimento stimato da Fiorentina in circa 47 milioni di euro. Il quadro definitivo degli interventi della Wave 3, interamente a carico del club, dovrà essere precisato nella successiva documentazione progettuale ed economico-finanziaria. Considerando investimenti, spese di gestione, manutenzione e allestimenti lungo l’intera durata della concessione, gli impegni economici privati previsti dalla proposta ammontano a circa 300 milioni di euro in valore attuale. Secondo la ricostruzione del Politecnico di Milano, la cifra comprende circa 54 milioni per il completamento delle opere, 47 milioni per gli allestimenti, i costi operativi e la manutenzione ordinaria e i cinque cicli di manutenzione straordinaria, tutti espressi in valore attuale. Si tratta di spese distribuite nell’arco dei 60 anni e non di un investimento iniziale.
La convenienza economica della proposta della Fiorentina è stata verificata dal Politecnico di Milano e dallo studio Lessona attraverso il confronto con tre diverse ipotesi di completamento e gestione dello stadio: una gestione diretta comunale, una gestione privata con completamento e allestimenti ridotti finanziati dal Comune e una gestione privata con completamento pubblico e allestimenti a carico del club. Le analisi condotte hanno evidenziato, nelle condizioni esaminate, una maggiore convenienza della soluzione proposta da ACF Fiorentina, anche in presenza di un canone fisso di concessione pari a zero nella configurazione esaminata, tenendo conto degli investimenti privati, degli obblighi di gestione, manutenzione e conservazione dell’intero complesso e dei rischi dell’operazione assunti dal concessionario. La valutazione ha considerato congiuntamente questi impegni, il contributo pubblico e il valore dei diritti economici attribuiti al privato, evidenziando un saldo netto sostanzialmente nullo. Non emerge quindi, nella configurazione esaminata, un margine economico residuo che giustifichi la richiesta di un ulteriore canone fisso. Resta prevista la partecipazione del Comune agli eventuali risultati economici della gestione superiori alle previsioni, secondo le condizioni da definire nella futura convenzione: in tutti gli altri casi gli obblighi restano invariati.
La dichiarazione di pubblico interesse è subordinata al recepimento dalla società sportiva proponente nella documentazione aggiornata delle prescrizioni individuate al termine della conferenza dei servizi, finalizzate a garantire la sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione, la realizzazione degli investimenti e la conservazione dell’intero complesso monumentale.
Tra le prescrizioni individuate figurano la durata della concessione, le garanzie finanziarie per la manutenzione e la conservazione dell’intero complesso e specifici strumenti di controllo sull’adempimento degli obblighi contrattuali. Eventuali minori costi di un singolo ciclo di manutenzione non comporteranno la liberazione delle risorse, che dovranno continuare ad assicurare la copertura degli interventi successivi e degli obblighi di riconsegna dell’impianto. È inoltre previsto che i contributi pubblici e privati procedano parallelamente all’avanzamento dei lavori.
La futura convenzione dovrà inoltre disciplinare gli usi pubblici dell’impianto. In particolare, tra le prescrizioni è indicata, a titolo esemplificativo, la disponibilità di riservare 20 giornate all’anno a iniziative promosse dal Comune. Il numero effettivo delle giornate e le relative condizioni dovranno essere proposti dalla società, valutati dall’Amministrazione e inseriti nella documentazione di gara.
La concessione avrà durata di 60 anni in ragione del PEF presentato. La congruità di tale durata è stata valutata in relazione al recupero degli investimenti e agli obblighi di gestione, manutenzione e conservazione dello stadio. Eventuali modifiche della durata potranno essere valutate esclusivamente nei casi e alle condizioni consentiti dagli articoli 178, 179, 189 e 192 del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 36/2023), previa specifica istruttoria. La società proponente dovrà presentare un piano economico-finanziario asseverato e aggiornato, insieme alla documentazione progettuale e contrattuale necessaria per i successivi passaggi amministrativi.