I dati Inps

Toscana, addio al contratto a tempo indeterminato: -8,2% in un anno

Assunzioni, crescono stagionali e "intermittenti"

Toscana, addio al contratto a tempo indeterminato: -8,2% in un anno

Cattive notizie sul fronte del lavoro, in Toscana. Statistiche negative riseptto al 2025, in questo primo semestre. E ancora peggio va, stando ai dati Inps, confrontandolo agli anni precedenti.

La sperequazione tra contratti indeterminati e precari

E’ il numero delle assunzioni a tempo indeterminato che sta crollando. Mentre si moltiplicano i contratti precari: quelli a chiamata, a termine, delle prestazioni occasionali.

In particolare, nnei primi tre mesi del 2026 nella regione si sono contate 117.809 assunzioni. Ma di queste appena 23.078 sono state a tempo indeterminato. Ovvero meno di un dipendente su quattro è riuscito ad avere un contratto stabile e a lungo termine. Non solo. I nuovi indeterminati sono calati del -8,2% rispetto allo stesso periodo del 2025 e addirittura del -16,3% se confrontati con l’inizio del 2023.

Si contraggono pure i contratti a tempo determinato (-3,3%), così come gli apprendistati (-10,5% e addirittura -27,7% in tre anni) che sono spesso il segno di aziende che investono sui giovani in vista del futuro. Ad aumentare sono invece gli stagionali e coloro che si ritrovano un contratto intermittente: salgono del 10,7%.

“Volano” le prestazioni occasionali

Non solo: c’è un’impennata di chi ricorre ai contratti di prestazione occasionale: +25,8% in tre anni. Non è un caso che per lo scorso Primo Maggio le maggiori sigle sindacali abbiano intitolato la giornata al “Lavoro dignitoso”, che oggi appare più fragile. Gli stessi sindacati a livello locale negli ultimi mesi hanno tante volte lanciato l’allarme sulla crisi dell’industria, della moda, della meccanica, del manifatturiero.

Tante assunzioni nel commercio

In questo inizio 2026 toscano la fetta più ampia dei nuovi inquadramenti professionali (46 mila unità) è stata comunque nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio, assieme a trasporto e magazzinaggio, hotel e ristorazione. Poi, con 25 mila nuovi contratti, c’è il comparto tecnico e scientifico, insieme ad attività professionali e amministrative. Oltre 21 mila persone sono infine chiamate tra industrie manifatturiere, società di energia e gas, fornitura di acqua e gestione dei rifiuti.