ancora buio

Tre anni senza Kata, buco nero ancora nelle indagini. L’appello dei familiari: “Chi sa parli”

L'ex hotel occupato ospitava decine di persone e da tempo era attraversato da tensioni, contrasti e dinamiche difficili da ricostruire

Tre anni senza Kata, buco nero ancora nelle indagini. L’appello dei familiari: “Chi sa parli”

Tre anni dopo, il caso di Kata continua a sfuggire a una soluzione. La bambina peruviana scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor di Firenze oggi avrebbe otto anni, ma della sua sorte non si sa ancora nulla.

A riportare l’attenzione sull’inchiesta sono nuove verifiche su un’enorme quantità di immagini raccolte dagli investigatori. Filmati provenienti da decine di telecamere che monitoravano le strade attorno all’edificio e che vengono nuovamente passati al setaccio nella speranza di individuare un dettaglio finora rimasto inosservato.

L’ultimo avvistamento certo della piccola risale proprio alle telecamere interne all’area dell’ex Astor. Da quel momento in poi, il buio. Le ricerche effettuate all’interno della struttura non hanno mai restituito elementi utili e gli accertamenti hanno progressivamente rafforzato l‘ipotesi che la bambina sia stata allontanata dall’edificio attraverso un percorso diverso da quelli più visibili e controllati.

Kataleya

Il contesto in cui maturò la scomparsa era particolarmente complesso. L’ex hotel occupato ospitava decine di persone e da tempo era attraversato da tensioni, contrasti e dinamiche difficili da ricostruire.

Proprio questo scenario ha reso il lavoro degli investigatori ancora più complicato, tra testimonianze contrastanti e una mappa incompleta delle presenze all’interno della struttura quel giorno.

Nel corso degli anni la procura ha battuto numerose piste, senza però arrivare a una svolta. Restano aperti molti interrogativi su quanto accaduto nelle ore successive alla scomparsa e su chi potesse trovarsi nell’edificio in quei momenti decisivi.

A distanza di tre anni, il fascicolo è ancora aperto. E mentre la famiglia continua a chiedere risposte, gli investigatori cercano nei dettagli di immagini già viste centinaia di volte quello che potrebbe essere l’ultimo tassello di una vicenda che Firenze non ha mai smesso di interrogarsi.