Un’insolita ed efficiente “alleanza logistica” dedicata allo spaccio di sostanze stupefacenti è stata smantellata nelle ultime ore dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno. L’operazione ha portato all’arresto di due uomini — un cittadino tunisino ed un italiano — e alla denuncia a piede libero di un terzo soggetto di nazionalità tunisina.
Tutto ha avuto inizio con un controllo mirato all’interno di un bar situato in una delle piazze centrali del capoluogo labronico. I finanzieri del Gruppo di Livorno, insospettiti dai movimenti attorno al locale, hanno deciso di eseguire una perquisizione approfondita della struttura. L’ispezione ha fatto subito emergere elementi inequivocabili: un panetto di hashish pronto all’uso, un’agenda contabile dove venivano puntigliosamente annotati i crediti legati all’attività illecita e un mazzo di chiavi riconducibile ad una cassaforte.
I controlli si sono quindi spostati presso l’abitazione del gestore del bar, un cittadino tunisino già noto alle Fiamme Gialle per specifici precedenti in materia di stupefacenti. È stato proprio durante questo secondo intervento che l’impiego fondamentale delle unità cinofile ha ribaltato la prospettiva delle indagini. I cani antidroga hanno infatti segnalato con insistenza una porta adiacente: la provvista principale della droga non si trovava in casa del commerciante, bensì nell’appartamento del suo vicino di casa, un cittadino italiano.
All’interno di quest’ultimo immobile era stata allestita una vera e propria base logistica per il confezionamento e lo stoccaggio della merce, utilizzata per rifornire il bar e la piazza all’occorrenza