Sono potute rientrare nelle loro abitazioni le 22 persone evacuate dalla palazzina di via Bonomo 51 a Livorno dove venerdì 14 agosto è morta Roberta Celli, 56anni, insegnante di italiano e storia al Liceo Cecioni: la donna, appena rientrata dal mare, è precipitata dal balcone mentre stendeva i panni. Una tragedia che ha scosso profondamente gli abitanti di Livorno, ma che sta anche preoccupando i molti residenti della zona.

Per tutti gli abitanti vale l’interdizione dei terrazzi, tutti a rischio crollo: si attende intanto la perizia dei vigili del fuoco e l’esito delle indagini sull’incidente.
Dalle prime analisi sembra che si tratti di terrazzi realizzati con solai Senza Armatura Provvisoria, un tipo di semiprefabbricato in laterizio armato, entrato in produzione nel 1925 in un noto stabilimento di Piacenza: è stato uno dei grandi protagonisti dell’edilizia Italiana del boom economico; veloce da montare, economico e adatto ai cantieri dell’epoca, è formato da travetti in cotto accostati con esili armature metalliche sigillate a malta.

Tuttavia si tratta di strutture spesso difficili da consolidare e a Livorno ce ne sono molti. Le infiltrazioni di pioggia contribuiscono a degradare il metallo e renderli pericolosi.

Dando un’occhiata alle foto di Google maps del settembre 2025 si nota che i terrazzi dello stabile dove è avvenuto l’incidente avevano dei segni di degrado importanti già un anno fa.

Nella zona ce ne sono altri che, sempre stando alle foto di Google maps del 2025, risultano in condizioni a dir poco allarmanti, ma potrebbero nel frattempo essere stati fatti dei lavori di ristrutturazione per sanare: le foto di Google maps sono aggiornate a più di un anno fa.

Ora l’attenzione degli investigatori si concentra proprio sui lavori di ristrutturazione dell’edificio, previsti, ma non realizzati. Da chiarire perché. Da capire poi se gli interventi programmati comprendevano anche il rifacimento del terrazzo dal quale sabato scorso è precipitata la 56enne. Per questo sarà fondamentale ai fini dell’inchiesta la documentazione relativa al condominio, compresa quella sulla ristrutturazione prevista e i verbali delle assemblee condominiali che contengono le discussioni sui lavori.

La polizia municipale lavora con i vigili del fuoco per stabilire se vi siano responsabilità penali sulla morte della professoressa La donna, piemontese ma da tempo residente a Livorno, era appena rientrata dal mare e stava sistemando i teli per farli asciugare. Sotto i suoi piedi si è aperta una voragine che l’ha fatta precipitare per circa dieci metri dal terzo piano.I soccorsi sono stati immediati. Trasportata all’ospedale, è stata sottoposta a lunghi tentativi di rianimazione, ma le ferite erano troppo gravi.
Ancora da capire se le infiltrazioni d’acqua possano aver lentamente eroso la tenuta strutturale; saranno i vigili del fuoco del nucleo investigativo del comando provinciale a stabilirlo. Resta sotto sequestro la salma di Roberta Celli, in attesa degli ulteriori accertamenti