Caduta per gli altri l’ipotesi di reato più grave

Omicidio Bongiorni, la Procura di Genova chiude le indagine: un minore indagato per omicidio volontario

Per tutti e tre i minorenni finiti sotto inchiesta rimane invece la contestazione di rissa aggravata

Omicidio Bongiorni, la Procura di Genova chiude le indagine: un minore indagato per omicidio volontario

Sono concluse anche le indagini della Procura dei minorenni di Genova sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne massese morto dopo la violenta rissa scoppiata nella notte dell’11 aprile in piazza Palma, nel centro storico di Massa.

L’avviso di conclusione delle indagini preliminari, datato 3 agosto, riguarda tre ragazzi che all’epoca dei fatti erano minorenni.

Un passaggio che completa il quadro delle indagini condotte dalle due Procure competenti, quella ordinaria di Massa per i maggiorenni e quella minorile di Genova per i ragazzi sotto i 18 anni.

Ed è proprio dal documento della Procura dei minorenni che emergono alcuni elementi nuovi rispetto alla ricostruzione precedente. In particolare, la contestazione dell’omicidio volontario non riguarda più tutti e tre i minorenni.

Per uno soltanto – il giovane ex pugile finito in carcere – resta infatti l’accusa di aver cagionato la morte di Bongiorni in concorso con il maggiorenne Eduard Alin Carutasu, per il quale procede la Procura ordinaria di Massa.

Gli altri due ragazzi sono invece chiamati a rispondere solo della partecipazione alla rissa e delle lesioni provocate al cognato della vittima, Gabriele Tognocchi.

È caduta per loro l’ipotesi di reato più grave.

Secondo la contestazione, in piazza Palma, dopo una discussione con Bongiorni, il 17enne lo avrebbe colpito con un primo pugno alla mandibola, provocandone l’immediata perdita di coscienza e la caduta a terra. Successivamente, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, lo avrebbe colpito nuovamente con due pugni diretti al volto mentre Bongiorni si trovava al suolo.

Uno dei maggiorenni, Edward Alin Carutasu, a sua volta, gli avrebbe sferrato un violento calcio al volto.

Per la Procura dei minorenni, i colpi, “con quelli inferiti in rapida successione”, avrebbero provocato la morte di Bongiorni, che sarebbe derivata da un “collasso cardio-respiratorio conseguente a massiva emorragia subaracnoidea secondaria a politrauma cranio-facciale“.

Per tutti e tre i minorenni rimane invece la contestazione di rissa.

La Procura contesta che abbiano partecipato, insieme a Miron e Carutasu, alla colluttazione nella quale si fronteggiavano Bongiorni e Tognocchi.

Anche in questo caso la Procura descrive una specifica ipotesi accusatoria: i tre minorenni, insieme ai due maggiorenni, avrebbero colpito Tognocchi con pugni e calci, provocandogli una “frattura di piatto tibiale destro, trauma cranico con minima quota di emorragia subaracnoidea“, con una malattia giudicata guaribile in 30 giorni.

Per tutti i reati contestati compare inoltre l’aggravante prevista dall’articolo 61, numero 11-quinquies, del codice penale, legata alla commissione del fatto in presenza di minori, il figlio della vittima e un altro giovanissimo.

La chiusura delle indagini della Procura dei minorenni di Genova arriva dopo quella già disposta dalla Procura di Massa per i maggiorenni coinvolti nella vicenda che, nel frattempo, ha chiesto il rinvio a giudizio per i due ragazzi, Caratasu e Jonut Alexandru Miron.

L’udienza preliminare si terrà il 24 settembre.