La tassa dei rifiuti

Tari, 2,4 milioni di euro di evasione accertati nei primi nove mesi del 2026

Intensificata l'attività di contrasto da parte dell'amministrazione comunale

Tari, 2,4 milioni di euro di evasione accertati nei primi nove mesi del 2026

Nei primi nove mesi del 2026 il Comune di Pisa ha accertato, attraverso SEPI, 2,4 milioni di euro di TARI evasa, più del doppio rispetto agli 1,1 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. Gli importi si riferiscono alle somme accertate e non a quelle già incassate, per le quali sono previste le successive procedure di riscossione. Il risultato è legato al rafforzamento delle attività di verifica delle posizioni contributive, attraverso l’incrocio delle banche dati e controlli più sistematici.

«Il contrasto all’evasione della TARI è una delle priorità della nostra amministrazione, perché significa garantire maggiore equità nei confronti dei cittadini e delle imprese che rispettano le regole – dichiara il sindaco di Pisa, Michele Conti –. Avevamo annunciato per il 2026 una riduzione delle tariffe, in controtendenza rispetto agli aumenti registrati in molte altre città e nonostante la crescita dei costi del servizio, e abbiamo confermato il nostro impegno a sostenere le famiglie anche attraverso specifiche agevolazioni. Ma per continuare su questa strada è fondamentale che tutti contribuiscano per quanto dovuto. Il lavoro di accertamento dell’evasione rappresenta un primo passo importante, al quale deve seguire un’efficace attività di riscossione. Allo stesso tempo dobbiamo continuare a intervenire sul contrasto all’abbandono dei rifiuti, un fronte sul quale abbiamo intensificato in maniera significativa i controlli sul territorio e l’attività sanzionatoria, grazie anche al lavoro degli ispettori ambientali. Le sanzioni sono necessarie, ma da sole non bastano: serve anche un lavoro culturale per promuovere comportamenti più responsabili e una maggiore attenzione alla cura degli spazi pubblici. Infine, resta centrale il tema della gestione del servizio. Come abbiamo più volte sottolineato, servono una guida manageriale competente di RetiAmbiente e Geofor, maggiore attenzione ai bilanci, un’organizzazione più efficiente e un controllo rigoroso dei costi. Il contrasto all’evasione e il rispetto delle regole devono accompagnarsi a una gestione attenta delle risorse, perché è su entrambi questi fronti che dobbiamo continuare a lavorare per ottenere risultati concreti».

«Nei primi nove mesi dell’anno gli importi accertati per evasione TARI sono più che raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 1,1 a 2,4 milioni di euro – dichiara l’assessore all’ambiente, Elena Del Rosso –. È un risultato importante, frutto di un lavoro che coinvolge SEPI, impegnata nell’attività di accertamento tributario, e l’ufficio ambiente del Comune, attraverso i controlli sul territorio svolti dagli ispettori ambientali. Abbiamo intensificato gli interventi e l’attività sanzionatoria, facendo registrare già nei primi nove mesi dell’anno un numero di sanzioni superiore a quello dell’intero 2025. Un lavoro che riguarda sia i singoli cittadini sia le attività economiche e che, attraverso i controlli sugli abbandoni dei rifiuti, permette in alcuni casi di individuare anche soggetti non iscritti alla TARI. Le situazioni irregolari vengono quindi segnalate a SEPI per gli accertamenti tributari di competenza. È una collaborazione importante, che intendiamo rafforzare ulteriormente, perché il contrasto all’evasione e quello ai comportamenti scorretti nella gestione dei rifiuti devono procedere insieme. Il costo del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti continua ad aumentare e deve essere interamente coperto attraverso la TARI. Quest’anno siamo riusciti a ridurre le tariffe e vogliamo continuare a lavorare per contenere il peso del servizio su famiglie e imprese. Chi paga regolarmente non deve sostenere anche i costi di chi non lo fa. Per questo è fondamentale proseguire sia nell’individuazione delle posizioni irregolari sia nelle successive attività di riscossione, affinché gli accertamenti si traducano in somme effettivamente incassate. Ringrazio SEPI, il suo amministratore Andrea Bottone, l’ufficio tributi e gli ispettori ambientali per l’impegno e per il lavoro svolto in questi mesi».

«Al mio arrivo in SEPI, in sintonia con l’indirizzo dell’Amministrazione, abbiamo impostato un cambio di passo sull’accertamento. I primi nove mesi del 2026 dicono che quel cambio di passo c’è stato: gli importi accertati sono più che raddoppiati e, soprattutto, i risultati sono arrivati in modo costante durante tutto l’anno, non concentrati negli ultimi mesi», dichiara Andrea Bottone, amministratore unico di SEPI. «È il frutto della collaborazione con il Comune: l’incrocio delle banche dati, le verifiche zona per zona e le segnalazioni degli ispettori ambientali dimostrano che quando le strutture lavorano insieme l’efficacia aumenta. Contrastare l’evasione della TARI non è solo una questione di entrate, è una questione di equità verso chi paga regolarmente, e contribuisce anche al decoro della città, perché talvolta chi abbandona i rifiuti risulta anche non iscritto al tributo. Ora la sfida è trasformare quanto accertato in somme effettivamente riscosse: l’equità fiscale si misura nell’incasso. Ringrazio il Sindaco Michele Conti, l’assessore Elena Del Rosso, l’ufficio tributi, gli ispettori ambientali e tutto il personale di SEPI, che ha lavorato con impegno e professionalità per questo risultato straordinario».

L’attività di accertamento. L’attività svolta da SEPI – Società Entrate Pisa SpA si basa sul rafforzamento delle verifiche delle posizioni contributive e sull’incrocio delle banche dati del Comune e di SEPI con i dati catastali, attraverso controlli effettuati zona per zona. È inoltre in corso una verifica puntuale delle utenze relative alle attività produttive, con l’obiettivo di individuare eventuali posizioni non regolari e accertare gli importi dovuti. Alle attività di accertamento seguono le procedure previste per la riscossione delle somme.

I controlli degli ispettori ambientali. Un contributo all’individuazione delle posizioni irregolari arriva anche dall’attività degli ispettori ambientali, che operano nell’ambito dell’ufficio ambiente del Comune di Pisa. I controlli sui rifiuti abbandonati consentono infatti, in alcuni casi, di risalire a soggetti che risultano non iscritti alla TARI. Da gennaio a settembre 2026 gli ispettori hanno effettuato oltre 1.500 interventi sul territorio ed elevato 630 sanzioni, un numero già superiore del 39% rispetto a quello registrato nell’intero 2025, per un importo complessivo di oltre 62mila euro.

Particolare attenzione è rivolta anche alle attività economiche, per garantire il rispetto delle regole e contrastare situazioni di concorrenza sleale nei confronti delle imprese in regola. Nei primi nove mesi del 2026 sono state 250 le imprese sanzionate, rispetto alle 128 dell’intero 2025. Le verifiche hanno inoltre portato all’invio di 105 segnalazioni dall’ufficio ambiente a SEPI dall’inizio dell’anno, per i successivi accertamenti sulle posizioni TARI.