Sgominata la banda

Colpo alla mafia dei furgoni: “decapitato” gruppo criminale dedito ai furti di veicoli

Imponente operazione della Stradale di Pistoia condotta tra Toscana, Liguria e Lombardia

Colpo alla mafia dei furgoni: “decapitato” gruppo criminale dedito ai furti di veicoli

Un’imponente operazione della Polizia Stradale di Pistoia decapita un gruppo criminale dedito ai furti di veicoli commerciali tra Toscana, Liguria e Lombardia.

I mezzi venivano spediti a Palermo per essere riciclati nel mercato nero.

Una fitta rete di furti transregionali che aveva messo in ginocchio piccoli commercianti e artigiani è stata definitivamente smantellata.

Nella giornata del 27 ottobre 2026, gli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Pistoia hanno eseguito tre misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Pistoia, ponendo fine alle attività illecite di un gruppo criminale radicato a Palermo.

 

Il blitz, scattato all’alba in diversi quartieri del capoluogo siciliano, rappresenta l’epilogo di un’articolata inchiesta battezzata non a caso «Ultimo imbarco».

La rotta del crimine: dai colpi al Nord al porto di LivornoL’indagine affonda le radici nella provincia di Pistoia, dove il 3 aprile 2026 era stato denunciato il furto di un mezzo pesante.

Quello che sembrava un episodio isolato si è rivelato ben presto la chiave d’accesso per svelare un disegno criminale di più ampio respiro, ramificato principalmente in Toscana, Liguria e Lombardia.

Il modus operandi della banda era ben oliato: i veicoli commerciali rubati — con una spiccata predilezione per i marchi Iveco, Fiat e Piaggio — venivano rapidamente trasferiti verso il porto di Livorno.

Da lì, imbarcati sui traghetti diretti a Palermo, i mezzi raggiungevano la Sicilia, dove subivano l’alterazione radicale degli elementi identificativi, a partire da targhe e telai, per essere infine immessi clandestinamente nel mercato nero.

Pedinamenti, celle telefoniche e vecchie conoscenze.

Per ricostruire la rotta dei furgoni fantasma, gli uomini della Polizia Stradale di Pistoia hanno condotto mesi di meticolose indagini, muovendosi tra servizi di osservazione, pedinamenti sul campo e una complessa analisi tecnica delle celle telefoniche agganciate dai sospettati nelle varie regioni colpite.

I tre indagati, tutti residenti nel Palermitano, vantano già precedenti specifici per reati contro il patrimonio e associazione a delinquere.

Il risvolto sociale: restituiti i “ferri del mestiere”.

Oltre al danno economico, l’organizzazione criminale ha inferto un duro colpo al tessuto produttivo del Paese.

Le vittime designate erano infatti, nella quasi totalità dei casi, imprese individuali e piccoli operatori commerciali che dipendevano totalmente da quei veicoli per il proprio sostentamento quotidiano.

Una situazione drammaticamente aggravata dal fatto che la maggior parte dei mezzi sottratti era sprovvista di polizza assicurativa contro il furto.

L’operazione condotta dalla Polizia Stradale non ha solo interrotto la filiera illecita, ma ha permesso di recuperare circa una decina di veicoli ad alto valore commerciale, già restituiti ai legittimi proprietari per consentire loro di riprendere a lavorare.

La tutela dell’economia sanaL’esito dell’operazione «Ultimo imbarco» ribadisce l’attenzione costante della Polizia di Stato nel contrastare i reati predatori e il riciclaggio.

Un impegno quotidiano che non si limita alla risposta giudiziaria, ma si traduce in una difesa concreta dei cittadini, dei lavoratori e dell’economia sana del Paese, restituendo dignità e strumenti di lavoro a chi ne era stato privato.