Europa

Biffoni: “Prato non chiede tutele, vuole aiutare l’Europa a costruire la transizione”

Il sindaco di Prato è intervenuto a Bruxelles, all’interno di un seminario dedicato al tema dell’economia circolare

Biffoni: “Prato non chiede tutele, vuole aiutare l’Europa a costruire la transizione”

“Prato non chiede di essere protetta dalla transizione: Prato vuole aiutare l’Europa a costruirla”. Lo ha detto il sindaco Matteo Biffoni intervenendo questa mattina a Bruxelles, all’interno di un seminario dedicato al tema dell’economia circolare e all’attuazione dei nuovi requisiti per la raccolta differenziata dei rifiuti tessili.

“Non siamo venuti qui per chiedere eccezioni o tutele, ma per fare un passo in avanti – ha sottolineato Biffoni –. Vogliamo proporre Prato come un Living Lab europeo. Mettere la nostra filiera circolare, le nostre PMI, le nostre tecnologie e la nostra governance condivisa al servizio dell’Unione Europea per testare sul campo le nuove normative prima che vengano applicate su vasta scala”. La proposta rappresenta l’obiettivo della missione del Tavolo di Distretto di Prato, presente in questi giorni alla Settimana europea delle regioni e delle città 2026 in programma a Bruxelles.

L’appuntamento di questa mattina, inserito nel programma ufficiale della European Week of Cities and Regions (EWRC), è stato organizzato dal Comune di Prato insieme all’Associazione Nazionale dei Comuni Portoghesi (ANMP), all’Agenzia Catalana per i Rifiuti (ARC) e a Municipal Waste Europe (MWE).

Il panel, dal titolo “Rendere efficace la raccolta dei tessuti a livello locale: il ruolo dei comuni nella transizione dell’Europa verso un’economia circolare”, ha rappresentato un’occasione di confronto sul ruolo delle amministrazioni locali nella gestione dei rifiuti tessili e nello sviluppo dell’economia circolare europea.

Anche in questa occasione Prato, per voce del sindaco Matteo Biffoni, ha condiviso e presentato la propria esperienza industriale, composta da 7.000 imprese, 43.000 addetti e 2,8 miliardi di euro di export, “rappresentiamo circa il 3% della produzione tessile europea. In una filiera completa e così densa, gli effetti delle normative europee si vedono subito, ma con la stessa velocità si possono testare quali soluzioni funzionano davvero”, ha osservato Biffoni.

“Le grandi politiche sulla sostenibilità nascono a Bruxelles – ha ribadito il Sindaco di Prato –ma devono poi diventare realtà nei territori. Il settore tessile lo dimostra chiaramente: la gestione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il riuso e il riciclo si giocano tutti a livello locale. Le città non possono essere semplici esecutrici di regole: devono diventare partner attivi nell’implementarle”.

A Prato l’economia circolare è realtà, da secoli, con la tradizione dei cenciaioli e il recupero degli stracci. “Oggi quell’eredità è un sistema industriale all’avanguardia: l’80% della nostra produzione in peso si basa su fibre rigenerate, lavorando ogni anno fino a 40 mila tonnellate di filato cardato”. Biffoni ha parlato di governance, raccontando l’esperienza del Tavolo di Distretto, che riunisce le istituzioni e le associazioni di categoria, e di infrastrutture, presentando il Textile Hub di Plures spa, recentemente inaugurato: “un investimento da 30 milioni di euro con una capacità di 33 mila tonnellate l’anno che usa tecnologie avanzate come Fibersort e NIR per trasformare quello che oggi è considerato rifiuto in materia prima di altissima qualità”.

Infine è arrivato da Biffoni un altro appello all’Europa, in riferimento al fast fashion e al fenomeno dello sfruttamento lavorativo: “Se una maglietta costa 4 o 5 euro, significa che dietro c’è un sistema costruito sulla violazione dei diritti dei lavoratori, contro queste realtà i territori locali non possono agire da soli, hanno bisogno di essere supportati con politiche mirate. Importante anche il tema dell’educazione al consumo, il compratore deve chiedersi e sapere da dove arriva un capo, come viene prodotto, come è composto”.

Gli organizzatori hanno chiesto congiuntamente che le autorità locali e regionali siano coinvolte più da vicino nella definizione delle politiche europee in materia di economia circolare. In quanto autorità pubbliche responsabili dell’attuazione di queste misure sul campo devono svolgere un ruolo significativo nella loro progettazione.

Risp